formazione in videoconferenza

La formazione in videoconferenza è valida?

E’ valida, alla luce delle disposizioni impartite con il D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., la formazione in videoconferenza? Facciamo chiarezza insieme e vediamo se i corsi in videoconferenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro posso ritenersi validi.

Come sappiamo a questo tipo di formazione si è fatto e si fa ricorso nel periodo di emergenza anti coronavirus? E’ un quesito ricorrente da parte dei clienti che ci induce a formulare sull’argomento delle osservazioni e a fare delle considerazioni.

Un sistema di videoconferenza consiste in una vera e propria aula virtuale. Certo, non è possibile garantire l’interazione tra docente e discente come in presenza ma sicuramente è qualcosa di diverso rispetto all’e-learning. I datori di lavoro, dovendo garantire la formazione in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro possono essere interessati ad attuare questo tipo di formazione a distanza.

Il punto sulla formazione in videoconferenza

Come sappiamo, benché la modalità di formazione in videoconferenza sia stata riconosciuta equiparata alla formazione in presenza in aula. Quindi considerata valida ai fini dell’applicazione delle disposizioni in materia di formazione di cui al D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.

Tale tipo di metodologia di fatto non è applicabile a tutte le tipologie di formazione. Specie a quelle che prevedono parti pratiche come per i lavori in quota o gli spazi confinati. Nonché l’utilizzo di attrezzature di lavoro. Non si adatta altresì a tutti i settori di attività né in particolare alla formazione dei lavoratori che deve essere ora più accurata per difendersi dai maggiori rischi che proprio la pandemia da coronavirus ha fatto sorgere.

Il sopraggiungere della pandemia dovuta al Covid 19 ha portato il Governo ad adottare delle misure per il contrasto e per il contenimento del contagio con l’emanazione di vari DPCM. Questi hanno dovuto inizialmente sopprimere la formazione in presenza e suggerire al suo posto quella a distanza.

Ciò ha portato a un ricorso diffuso alla formazione in videoconferenza sincrona con la quale in sostanza la presenza fisica è stata sostituita con la videopresenza. Comunque, nel periodo di emergenza si è potuto constatare la presenza di un’enorme confusione nel campo della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Nonché riscontrare una situazione ancor più caotica di quanto già non lo fosse prima.

I chiarimenti del Ministero

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, infatti, in una FAQ pubblicata sul proprio sito, ha ritenuto ammissibile, in via temporanea, lo svolgimento delle attività formative in materia di salute e sicurezza sul lavoro in videoconferenza. Ad esclusione dei corsi di formazione pratici.

Purché la formazione stessa sia fatta con modalità sincrona in modo da garantire la verifica delle presenze dei corsisti da formare. Nonché assicurare la piena interazione tra questi ultimi e i docenti. Ad esempio con la condivisone del materiale didattico, con la possibilità di formulare domande, etc.

A riguardo si è espresso anche il Ministero dell’interno, con una nota del 16/4/2020 del Dipartimento  dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile. Ha stabilito infatti che i corsi base di prevenzione incendi potessero essere tenuti con modalità streaming sincrona (videoconferenza).

Consentendo quindi ai discenti di poter partecipare agli eventi formativi dalle proprie sedi (studio o abitazione). Le Regioni dal canto loro sono andate in ordine sparso, non tutte inizialmente hanno riconosciuta la validità della formazione in videoconferenza e si sono mosse in maniera disuniforme fra di loro.

Gli accordi sulla formazione

C’è comunque da ricordare a tal punto che la competenza in materia di formazione in Italia è delle Regioni. Nonché che il D. Lgs. n. 81/2008, contenente il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ha affidato la regolamentazione della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro alla Conferenza permanente.

Cosa questa che la stessa ha fatto con l’emanazione di vari Accordi a partire da quelli del 21/12/2011 fino all’ultimo Accordo del 7/7/2016 sulla formazione degli RSPP. Il quale in pratica però ha revisionata tutta la materia della formazione.

In tale ultimo Accordo, si fa osservare, al punto D 2) dell’Allegato II. Contenente i requisiti e le specifiche per lo svolgimento della formazione in materia di salute e sicurezza in modalità e-learning. Sono state già prese in considerazione le videolezioni quale strumento di erogazione, assieme ai forum, alle classi virtuali, ai webinar, ecc..

La formazione in videoconferenza durante la pandemia

Nel corso dell’emergenza Covid 19 quindi si è instaurata di fatto una sorta di deroga alle disposizioni di legge vigenti in materia di formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro. Tuttavia che succederà alla fine del periodo di emergenza?

Le soluzioni adottate in via temporanee decadranno e chiaramente si tornerà alle vecchie regole. La formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro si farà o in presenza fisica. Quando la stessa è specificatamente richiesta.

Ovvero in modalità e-learning secondo le indicazioni fornite dal citato Accordo Stato Regioni del 7/7/20016. Nel quale sono stati riassunti tutti i criteri di formazione riferiti alle varie figure operanti nella materia di prevenzione.

Quale sarà lo sviluppo futuro?

La modalità di formazione in videoconferenza, come è noto, offre una serie di vantaggi. Ormai riconosciuti da più parti anche se non è in grado di garantire il più alto grado di interattività.

Queste, del resto, è una osservazione che si può leggere anche negli Allegati degli Accordi Stato Regioni del 21/12/2011 allorquando sono state fissate le regole della modalità via e-learning. Per cui è prevedibile che anche dopo il periodo di emergenza Covid 19 permarrà il ricorso a tale tipo di modalità.

Sarà allora opportuno rivedere tutta la materia della formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro. Nonché mettere soprattutto un po’ di ordine fra lo Stato e le Regioni e le Regioni tra di loro nonché indifferibile che la Conferenza Stato Regioni, preso atto della evoluzione delle tecnologie a disposizione, intervenga a fornire dei chiarimenti e delle indicazioni operative nonché a stabilire delle linee guida per la formazione in videoconferenza così come in passato ha fatto con la modalità e-learning. E’ almeno auspicabile.