infermieri

Infermieri e medici in sovraccarico da lavoro per Covid-19

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha presentato un report dal titolo “Medici e infermieri, tra sottodimensionamento degli organici, rischi alla salute ed esigenze di conciliazione”. Questo fotografa le fragilità del Sistema Sanitario Nazionale che da quasi un anno è alle prese con l’emergenza sanitaria da Covid-19.

Medici e infermieri alla sfida del Covid-19

Il sovraccarico di lavoro che da quasi un anno sta caratterizzando la condizione del personale sanitario alle prese con l’emergenza. Unitamente allo stress emotivo prodotto dall’eccezionalità delle condizioni di lavoro legate alla pandemia.

Nonché alle inefficienze strutturali di sistema. Rischia di metterne a dura prova la capacità di tenuta. L’emergenza Covid ha infatti portato alla luce, facendole esplodere, le fragilità di un sistema, quello Sanitario Nazionale (SSN).

Il quale negli ultimi anni ha registrato una significativa contrazione delle professionalità mediche e infermieristiche. Infermieri e assistenti sanitari vedono concentrato un sempre carico di assistenza e cura che è divenuto insostenibile proprio nell’ultimo anno.

Al sottodimensionamento del personale si è accompagnato poi il progressivo invecchiamento della classe medica e infermieristica. Ciò con conseguenze importanti in termini di tutela della salute del personale coinvolto impegnato nel fronteggiare la pandemia.

Infine, l’elevata presenza di donne, sia tra i medici che, soprattutto, tra gli infermieri. Di cui la maggioranza madri, determina un’emergenza nell’emergenza. Sottopone infatti la gran parte del personale allo stress derivante dalla crescente difficoltà a conciliare sovraccarico professionale e famigliare.

Il quadro anagrafico del personale

Il calo degli organici dettato dal blocco delle assunzioni ha prodotto. Oltreché mancato ricambio, anche un innalzamento significativo dell’età media del personale in forza nel SSN.

Aspetto questo che, se da un lato valorizza esperienza e professionalità. Dall’altro lato vede esposto ad un carico di lavoro crescente proprio un personale che diventa sempre più anziano. Con inevitabili conseguenze in termini di rischi per la salute degli stessi lavoratori.

Negli ultimi 10 anni, la quota di medici in forza nel SSN con più di 59 anni è passata dal 7,3% al 28,5%. Mentre quella degli “under 50” è scesa dal 41,8% al 38,1%.

Anche tra gli infermieri, popolazione tendenzialmente più giovane di quella medica, si registra una simile tendenza. Passa dal 32,7% al 46,3% la quota di infermieri con più di 50 anni. Mentre resta tendenzialmente stabile quella dei giovani, con meno di 35 anni.

I motivi di una difficile conciliazione vita-lavoro

Oltre alle inefficienze strutturali del SSN, che amplificano lo stress prodotto dal lavoro in una situazione emergenziale come quella attuale. Non va trascurato come medici e infermieri siano sottoposti in questa fase ad ulteriori fonti di preoccupazione.

Queste sono legate alla loro sicurezza, ma anche alla conciliazione con gli impegni famigliari e di terze parti. Questi sono aumentati di intensità soprattutto per chi ha figli. Un primo elemento di ansia è rappresentato dalla tutela della salute personale legata al rischio di contagio da Covid.

Considerato che, secondo le elaborazioni condotte, sui 2,8 milioni di lavoratori che presentano un elevato rischio di contagio da malattie infettive respiratorie. Come appunto il Coronavirus. Medici, tecnici della salute, tra cui infermieri e professioni sanitarie qualificate sono le figure che presentano il rischio più alto.

Un secondo elemento attiene all’impatto che la situazione sanitaria determina per la vita di molti medici e infermieri in termini di conciliazione, soprattutto per le donne. Va ricordato che la professione infermieristica presenta una forte caratterizzazione di genere. Le donne rappresentano infatti il 75,7% degli occupati, superando l’80% nelle regioni del Nord.

La popolazione nazionale tra medici e infermieri

Tale popolazione porta un’esigenza specifica di conciliazione che raramente trova risposta in un sistema pubblico strutturato negli anni “a misura d’uomo”.

Una componente cresciuta nel tempo che proprio nella pandemia si è trovata a sommare l’emergenza lavorativa a quella di una gestione famigliare praticamente inconciliabile.

Si stima che su 100 donne occupate, tra medici e infermieri, ben il 68,6% abbiano dei figli, e il 31,7% con meno di 15 anni. Tra le dottoresse, la quota di occupate con figli con meno di 15 anni arriva al 34,4%. Mentre tra le infermiere, malgrado le mamme siano più numerose, sono il 30,9% ad avere un’esigenza di accudimento di figli con meno di 15 anni.

Si tratta di un universo che tra restrizioni, scuola a distanza, e carico di lavoro rischia non solo quotidianamente di contagiarsi, ma di venire sottoposto ad uno stress che potrebbe determinarne il burnout.