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Ingresso in azienda, quali sono le novità del Protocollo?

Lo scorso 6 aprile 2021 è stato aggiornato il Protocollo nazionale contenente le misure anti contagio, quali sono le misure per l’ingresso in azienda? Facciamo insieme il punto della situazione.

L’ultimo aggiornamento è certamente un documento che aggiorna e rinnova i precedenti accordi. Questi si sono rivelati di certo strumenti cardine per la gestione delle misure per l’emergenza Covid-19 in azienda. Ciò anche per coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative.

Per fare un approfondimento delle indicazioni e delle novità in tema di salute e sicurezza sul lavoro anti contagio, in realtà poche rispetto al marzo 2021, del nuovo protocollo. Il quale comunque dovrà essere recepito in un atto normativo o regolamentare, come è stato per le precedenti versioni. Facciamo riferimento alla guida aggiornata e rinnovata per la revisione del Protocollo aziendale anti contagio.

La guida con le indicazioni sul protocollo

Questa guida segnala gli interventi principali di revisione del protocollo aziendale anti contagio adottato in ogni realtà lavorativa. Di conseguenza, sono trattati anche gli aspetti e le misure da seguire per l’ingresso in azienda.

Il documento sottolinea priorità, punti consolidati e punti cardine del protocollo e indica le parti che sono state modificate rispetto alle precedenti versioni. Tali punti sono diversi anche se, va detto, non si tratta di una vera e propria rivoluzione. Bensì di precisazioni, chiarimenti ed ulteriori indicazioni. Sono date indicazioni sulle modalità di ingresso in azienda. Ciò sia per le persone che possono essere fornitori esterni che per i dipendenti.

Diciamo subito che le persone presenti dovranno rispettare sempre la distanza di un metro. Misura questa confermata anche nel nuovo protocollo. Vi sono altre indicazioni sui dispositivi di protezione individuale e sulla organizzazione aziendale. Nonché sugli spostamenti interni, riunioni, eventi interni e formazione per concludere poi con misure relative alla sorveglianza sanitaria/medico competente/RLS.

Modalità di ingresso in azienda: i nuovi riferimenti normativi

Le novità del protocollo relative alle modalità di ingresso in azienda dipendono anche dai nuovi riferimenti normativi. Ne riprendiamo alcuni citati anche nel Protocollo ed in particolare l’articolo 14, comma 1, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18. Come convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27.

I riferimenti riguardano la misura della quarantena precauzionale per i soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva. Ovvero che entrano nel territorio nazionale da aree ubicate al di fuori del territorio italiano.

Ancora, l’articolo 26 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, sui cosiddetti “lavoratori fragili”. Nonché l’articolo 1, comma 1, lettera d), del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19. Convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35.

Per non dimenticare il riferimento all’articolo 1 del decreto legge 16 maggio 2020, n. 33. Convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74 sulle misure limitative della circolazione all’interno del territorio regionale.

Arrivando infine all’articolo 1-bis del decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 settembre 2020, n. 124.

Modalità di ingresso in azienda: le parti confermate

Nel documento si sottolinea che riguardo alla modalità di ingresso in azienda si conferma quanto già previsto nel protocollo condiviso del 24 aprile 2020. Cioè che il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. Dunque la misurazione della temperatura corporea in questo contesto resta una facoltà e non un obbligo.

Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa).

Dove possibile, occorre dedicare una porta di entrata e una porta di uscita da questi locali e garantire la presenza di detergenti segnalati da apposite indicazioni.

Gli spostamenti all’interno del sito aziendale devono essere limitati al minimo indispensabile e nel rispetto delle indicazioni aziendali.

Non sono consentite le riunioni in presenza. Laddove le stesse fossero connotate dal carattere della necessità e urgenza, nell’impossibilità di collegamento a distanza, dovrà essere ridotta al minimo la partecipazione necessaria e, comunque, dovranno essere garantiti il distanziamento interpersonale, l’uso della mascherina chirurgica o dispositivi di protezione individuale di livello superiore e un’adeguata pulizia e areazione dei locali.

Altre conferme

Si conferma, inoltre, che il datore di lavoro informa preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda, della eventuale preclusione dell’accesso. A riguardo il protocollo cita proprio testualmente che il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea.

Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°C, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione, nel rispetto delle indicazioni riportate in nota, saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherina chirurgica ove non ne fossero già dotate.

Non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede. Bensì dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni. Nelle note si indica che la rilevazione in tempo reale della temperatura corporea costituisce un trattamento di dati personali. Pertanto, deve avvenire ai sensi della disciplina privacy vigente.

Inoltre si chiarisce che il datore di lavoro informa preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda, della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni. Abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al virus SARS-CoV-2/COVID-19. Ovvero provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS.

Anche qualora si richieda il rilascio di una dichiarazione attestante la non provenienza dalle zone a rischio epidemiologico e l’assenza di contatti, negli ultimi 14 giorni, con soggetti risultati positivi al virus SARS-CoV-2, si ricorda di prestare attenzione alla disciplina sul trattamento dei dati personali”.

Modalità di ingresso in azienda: le novità della versione del 6 aprile 2021

Veniamo alle principali novità del nuovo protocollo riguardo alle modalità di ingresso in azienda come descritte nella guida che stiamo analizzando.

Nel protocollo ora c’è un preciso rimando alla normativa vigente. Come già modificata riguardo ai riferimenti riportati nel testo. In materia di assenza dal lavoro, a seguito di contagio non riconducibile a cause lavorative.

Per la quale è prevista l’equiparazione a malattia e l’assenza, per le stesse ragioni, per i lavoratori fragili. Cioè lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità. Nonché lavoratori in possesso di certificazione attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione. Ovvero da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita per i quali è stato precisato, dal DL Sostegni, che tale assenza è equiparata a ricovero ospedaliero. Ciò fino al 30 giugno 2021 non computabile ai fini del periodo di comporto.

Altre novità

Un’altra novità frutto dell’ultima revisione del 6 aprile 2021 e di diversa direzione a quanto dapprima previsto con circolare n. 32850 del 12 ottobre 2020, rettificata con specifica circolare. Sempre del ministero della salute, n. 15127 del 12 aprile 2021 è relativa alle indicazioni per la riammissione al lavoro dopo l’infezione da virus SARS-CoV-2/COVID-19 per i lavoratori positivi oltre il 21° giorno. Si tratta dei cosiddetti casi positivi a lungo termine.

Essi, difatti, saranno riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico effettuato in struttura accreditata o autorizzata dal servizio sanitario.

C’è poi un preciso rimando nei termini previsti dalla circolare n. 32850 del 12 ottobre 2020 confermati dalla circolare del 12 aprile 2021, per la gestione delle riammissioni al lavoro per i “casi positivi asintomatici” e per i “casi positivi sintomatici”.

Un ulteriore rimando, sempre frutto della revisione del 6 Aprile 2021, è stato introdotto per quanto concerne la gestione degli affollamenti e di situazioni a rischio contagio.

Riprendiamo anche in questo caso le parole del Protocollo che indica che al fine della prevenzione di ogni forma di affollamento e di situazioni a rischio di contagio, trovano applicazione i protocolli di settore per le attività produttive di cui all’Allegato IX al DPCM vigente.

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