misure

Misure anti Covid-19, l’azienda deve documentare l’attività

Lo scorso 7 agosto 2020 è arrivato il decreto del presidente del consiglio dei ministri contenente le misure anti Covid-19. Di fatto sono state prorogate fino al 7 settembre 2020 le misure precauzionali minime per contrastare e contenere il diffondersi del virus covid-19.

Fin da luglio 2020 le autorità sanitarie avevano confermato le misure di sicurezza nei confronti del nuovo coronavirus. Anzi, al fine di ridurre la trasmissione del virus sono previste importanti misure. Tra queste su tutti può essere utile ricordare il minimo ricorso al contatto stretto ed il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Come deve comportarsi l’azienda per gestire la ripresa dopo la pausa estiva? Vediamolo insieme.

Mentre la protezione civile e le strutture sanitarie di sanità pubblica sono sempre allerta per scongiurare che ci siano seconde ondate o altro. Scopriamo come procedere per garantire un adeguato livello di sicurezza per il rientro al lavoro.

La ripresa delle attività

Tutti i protocolli e le linee guida emanate in chiave anti Covid si fondano sugli stessi principi cardine. Questi sono previsti in primo luogo dal Protocollo condiviso tra Governo e parti sociali il 24 aprile. Su questo sono stati poi modellate le linee guida per i singoli settori di attività.

Per tutti è basilare una corretta informazione dei lavoratori, sia sulla natura e sugli effetti del virus, sia sulle misure adottate dall’azienda per prevenire il contagio.

In questo senso è bene precisare che ogni datore di lavoro deve aver declinato le disposizioni di carattere generale adottandole alla propria realtà lavorativa.

Ciò significa che ciascun datore di lavoro. Partendo dal Protocollo di riferimento. Deve prevedere specifiche misure per la propria realtà aziendale. Deve poi verificare che le stesse siano corrispondenti nel concreto a quanto indicato dalle linee guida.

Di grande aiuto in questo senso sono sicuramente le check-list predisposte a vario titolo dalle aziende sanitarie locali. Nonché dall’INL o da altri enti di controllo. A queste ultime il datore di lavoro può fare riferimento per verificare la correttezza delle disposizioni in materia di prevenzione del rischio da contagio.

Dunque, sì ai protocolli aziendali, purché corrispondano alle linee guida imposte a livello nazionale o regionale.

I principi cardine delle regole aziendali

Oltre all’obbligo di informazione, principio cardine è la distribuzione dei dispositivi di protezione che vanno ad affiancarsi all’obbligo di distanziamento dei lavoratori, ove possibile.

Le mascherine, da utilizzarsi in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell’Oms. Ma anche le maschere facciali in alcuni settori e per alcune attività, sono solo alcuni esempi.

Il datore di lavoro deve sempre documentare la avvenuta distribuzione dei Dpi ai lavoratori, per poter dimostrare di aver assolto a tale obbligo.

Un altro punto comune è la gestione aziendale. Per evitare assembramenti e incrocio di lavoratori in entrata e in uscita. Con stretta disciplina (e ove possibile divieto) di utilizzo degli spogliatoi. Nonché regole per l’accesso nelle zone comuni come mensa e aree ricreative.

Massima limitazione degli spostamenti anche all’interno dell’azienda, cancellazione delle riunioni in presenza salvo i casi di assoluta e comprovata necessità.

Infine, in particolare nel protocollo del 24 aprile, è prevista la necessità di non sospendere la sorveglianza sanitaria a carico dei lavoratori. Essendo questa una misura di prevenzione di carattere generale. Ed essendo peraltro il medico competente tenuto a collaborare  con il datore di lavoro. Nonché con il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza per proporre e integrare le misure di prevenzione.

Fondamentale, è bene ribadirlo, è documentare tutta l’attività svolta. Compresa quella di controllo e sorveglianza. Nonché aggiornare le misure adottate in ogni caso in cui ciò si riveli necessario in base alla modifica delle condizioni di lavoro. Ovvero anche in base alla riscontrata necessità di migliorare determinate procedure di prevenzione.

Misure per i cantieri

Massima attenzione è prevista per l’accesso al cantiere di fornitori esterni, con obbligo di eliminare o ridurre i contatti fra questi e il personale presente in cantiere. E’ espressamente previsto l’obbligo di sospensione dei lavori in casi specifici. Cioè se non sia possibile il lavoro a distanza di almeno un metro fra i lavoratori e non siano disponibili dispositivi di protezione.

Obbligo per il datore di lavoro di rinnovare gli indumenti a tutti i lavoratori, provvedendo alla distribuzione dei DPI e di tute usa e getta. Obbligo di presidio sanitario attivo per tutti i cantieri con oltre 250 occupati.

E’ ulteriormente gravato il CSP/CSE laddove nominato. Avrà l’obbligo di aggiornare il piano di sicurezza in relazione ai costi dei dispositivi ritenuti necessari. Nonché alla progettazione del cantiere adeguandolo alle misure previste nel protocollo e garantendone la concreta attuazione. Ciò anche in relazione alla necessità di prevedere un’adeguata turnazione dei lavoratori nel caso sia necessaria la fruizione degli spogliatoi.

Misure di sicurezza nei trasporti e logistica

Il protocollo è suddiviso in sei sezioni. Settore aereo, trasporto merci, trasporto pubblico locale stradale e ferrovie concesse. Ancora, settore ferroviario, marittimo e portuale, trasporto non di linea.

Le misure sono improntate tutte al mantenimento del distanziamento sociale sia fra gli utenti che fra utenti e personale e alla previsione di una attenta sanificazione degli ambienti. E’ previsto l’obbligo di adottare misure idonee a evitare affollamenti.

Per l’autotrasporto merci sono previste disposizioni volte a evitare il contatto fra trasportatori e soggetti terzi. Infatti c’è il divieto di accedere agli uffici e di utilizzare i servizi igienici dell’azienda.

Misure per il trasporto pubblico

Per quanto riguarda il trasporto pubblico è presente un allegato tecnico al Protocollo, volto a disciplinare le singole modalità di trasporto. Le disposizioni di carattere generale prevedono l’obbligo di sanificazione.

Nonché incentivare la vendita di biglietti con sistemi telematici. Ovvero l’adozione di interventi gestionali volti a regolare e contingentare ove necessario l’accesso a stazioni, porti e aeroporti. Il principio base è sempre la necessità di evitare affollamenti e la massima attenzione al rispetto del distanziamento fra le persone.