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Ordinanze a pioggia in Veneto per il Coronavirus

Tre ordinanze in quattro giorni in Veneto. In realtà possiamo dire “due e mezzo” perché una introduce solo alcune piccole modifiche. Vediamo in dettaglio le novità.

Ordinanze “a raffica” in Veneto

La settimana scora, dal 24 al 27 novembre sono arrivate ben tre ordinanze che hanno ad oggetto il virus Covid-19. Con questi strumenti sono fornite ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’ emergenza epidemiologica da Covid-19.

Dal DPCM della presidenza del consiglio dei ministri dello scorso 3 novembre abbiamo assistito ad uno sola ordinanza regionale.

Quella dello scorso 12 novembre 2020 n 151. Quindi un periodo di “relativa” calma. Poi, con queste tre ordinanze, sono arrivate ulteriori disposizioni. Andiamo a vederle in dettaglio.

La prima: nr. 156 del 24 novembre

La nuova ordinanza del Presidente della Regione in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 introduce delle novità. A partire da giovedì scorso 26 novembre, in aggiunta alle precedenti disposizioni sono consentiti anche menù su supporto usa e getta.

Negli esercizi di somministrazione alimenti/bevande il liquido igienizzante deve essere disponibile all’entrata degli stessi. Nonché su tutti i tavoli e nei bagni.

Rimandando alla lettura integrale del testo dell’ordinanza riportiamo di seguito i punti salienti del nuovo provvedimento. Confermato l’uso obbligatorio della mascherina, salvo per bimbi sotto i 6 anni. Nonché per i disabili e per chi svolge attività sportiva a livello professionistico.

Le misure in sintesi

  • Consentite corse e passeggiate in parchi e aree verdi mantenendo il distanziamento di almeno un metro di distanza. Si potrà fare attività motoria nei centri storici o nei luoghi di mare e montagna solo se si è residenti in quella zona.
  • Una persona per nucleo familiare nei supermercati, a meno che non si tratti di persone non auto sufficienti o minorenni.
  • Vietati i mercati all’aperto nei Comuni che non possono garantire la perimetrazione del mercato. Bisognerà convogliare gli accessi in un unico varco di entrata e un unico di uscita. Unendo ciò alla sorveglianza dell’area di vendita.
  • Consigliata l’apertura dedicata agli Over 65 nelle prime due ore di attività dei negozi di alimentari e supermercati.
  • I bar dopo le ore 15 non potranno servire clienti in piedi. Tutti devono essere seduti.
  • Ribadito il divieto di consumare cibi e bevande camminando per strada o nelle piazze. Menù solo digitali, buffet vietati. Non più di quattro persone non conviventi sedute al tavolo.

Altre misure per gestire l’affollamento

In tutti gli esercizi di commercio al dettaglio, per 40 metri quadrati di superficie di vendita potrà entrare un solo cliente alla volta. Fino a 250 metri quadrati un cliente ogni 20 metri quadrati. Sopra i 250 metri quadrati un cliente ogni 30 metri quadrati.

Distanziamento obbligatorio di un metro tra i clienti in coda per entrare. Il gestore del negozio ne sarà responsabile e quindi sanzionabile. Confermato l’obbligo di affiggere un cartello con la capienza massima del negozio.

Nei centri commerciali i negozi dovranno avere la loro capienza mentre il centro commerciale avrà un’altra capienza globale da far rispettare. In caso le norme non vengano applicate scatterà la chiusura immediata.

Per le attività di servizio alla persona, in primis gli acconciatori, non sono state introdotte ulteriori restrizioni rispetto a quelle vigenti. Per cui per questa tipologia di attività come parrucchieri ed estetisti è permessa l’apertura anche nei giorni festivi. Salva debita comunicazione di orari e giorni di apertura.

La vendita da asporto e consegne a domicilio resta fortemente raccomandata. Pediatri e medici di base potranno disporre la quarantena nei casi in cui lo ritengano necessario. Tutte le attività commerciali tra cui negozi e centri commerciali. Nonché chiaramente anche gli artigiani con vendita al dettaglio resteranno chiuse la domenica.

Ulteriori chiarimenti

Sono poi arrivati ulteriori chiarimenti che riportiamo di seguito: l’ordinanza è in vigore dal 26 novembre. Non riguarda i negozi dedicati ai servizi alla persona. Il conta persone non è obbligatorio e non dovrà esserci un dipendente dedicato solo al controllo accessi.

Saranno obbligatori i cartelli con il numero massimo di persone. La regola è: un cliente ogni 20 metri quadrati per tutte le attività con una superficie di vendita superiore a 40 metri quadrati. Il titolare non avrà responsabilità penali se si formano code di clienti in strada. Nei centri commerciali l’appello è di non riempire le aree comuni, oltre ai singoli negozi.

Ordinanza 158 del 25 novembre

L’Ordinanza in questione contiene una modifica parziale delle linee guida tracciate nell’ordinanza n. 156 del 24.11.2020. In particolare in tutti gli esercizi di commercio al dettaglio, singoli o inseriti in centri commerciali. Ovvero parchi commerciali. Prevede che si applicano gli indici massimi di compresenza di clienti riportati di seguito.

  • Esercizi fino a 40 mq. di superficie di vendita: 1 cliente, come da allegato 11 del DPCM 3.11.2020;
  • Esercizi sopra i mq. 40 di superficie di vendita: 1 cliente ogni 20 metri quadrati.
  • Sono confermate, per il resto, tutte le disposizioni dell’ordinanza n. 156 del 24.11.2020.

Ordinanza 159 del 27 novembre

Infine Luca Zaia in diretta lo scorso, venerdì 27 novembre 2020, dalla sede della Protezione Civile di Marghera per le ultime notizie sul Coronavirus in Veneto. Ha annunciato la firma di una nuova ordinanza.

Questa consente la riapertura al sabato, quindi già dal 28 novembre scorso, delle medie e grandi strutture di vendita. Dopo l’ordinanza entrata in vigore il 26 novembre. Entrambi i provvedimenti sono efficaci fino al 4 dicembre.

Il Bollettino e zona gialla

Nella stessa occasione il Governatore ha chiarito che: “Siamo arrivati nella parte alta della curva. Se è vero che non cala la percentuale di positivi, si è però raggiunta la parte superiore della curva.

Potremmo aver raggiunto l’apice dell’infezione, anche se non c’è la certezza matematica. Inoltre c’è un minor accesso ai Pronto soccorso. Quindi dovremmo nei prossimi giorni assistere ad un calo prima dei contagi, quindi dei ricoveri e infine dei morti”.

Il Governatore poi prosegue: “L’ordinanza in vigore da ieri sta nel mezzo tra la zona gialla e quella arancione. Tra l’altro prevede che siano chiusi la domenica i grandi centri commerciali. Sabato e domenica chiusi tutti i negozi di medie e grandi dimensioni. Questi sono alcuni punti fermi della ordinanza.

Oggi la novità: firmo una nuova ordinanza in cui di sabato. Quindi già da domani. Aprono tutti i negozi perché abbiamo già fissato un limite alla capienza stabilendo la presenza di un cliente ogni 20 metri.

Questa “misura di sicurezza” ha consentito la riapertura al sabato delle medie e grandi strutture. Cioè negozi oltre i 250 metri quadrati tipo un magazzino di abbigliamento. Un negozi di mobili o un outlet.

Questa ordinanza odierna resta in vigore fino al 4 dicembre. I centri commerciali, invece, restano chiusi di sabato e domenica per effetto del Dpcm nazionale.

Con le riaperture di sabato c’è rischio di assembramenti? Bisogna continuare a fare molta attenzione, su questo non c’è dubbio. La riapertura del sabato va inteso come un atto di responsabilità.

Però ricordo che l’aver posto dei limiti alla capienza ha consentito di non chiudere tutto come è avvenuto nel resto d’Italia. E ricordo anche che siamo sommersi dalle richieste di lockdown”.

Dpcm di dicembre

Sul nuovo DPCM in vista inoltre il Governatore si sofferma. E’ il Dpcm più importante. Ciò perché copre l’avvio della più grande campagna di vaccinazione delle storia. Dell’influenza stagionale e del periodo di Natale.

Sembra che il governo voglia andare a qualche forma di chiusura durante le vacanze di Natale. Sugli impianti sciistici Svizzera e Austria sono aperte. Assurdo pensare che il virus si sia fermato solo in Italia. Sui ristori non c’è chiarezza.

Quello della neve è un comparto importante. Abbiamo chiesto alla Presidenza del Consiglio che il Dpcm di dicembre nasca dal confronto con le Regioni. Ciò se non altro perché la parte operativa ricade su di noi.

Finora, dall’altra parte del tavolo, siamo ancora ai riscaldamenti a bordo campo. La differenza tra noi e Roma è questa: noi abbiamo i pazienti, loro no.

Di seguito i testi delle ordinanze per ulteriori approfondimenti: