presidente

Presidente del Veneto: aggiornamento sull’emergenza Covid-19

Il presidente del Veneto Luca Zaia lancia l’allarme. E’ sempre più difficile reperire reattivi per fare i tamponi. “Noi abbiamo una capacità di 11 mila tamponi quotidiani, sono quelli che stiamo facendo. Il grande fattore limitante – spiega – stanno diventando i reattivi. Abbiamo le macchine ma chi ce le ha fornite non ha più reattivi”.

Fino ad oggi sono 100 mila i tamponi fatti dal Veneto. Non solo: oltre al focolaio di Verona, l’altro fronte coronavirus che preoccupa Zaia è quello delle case di riposo.

Il punto stampa del presidente Regione Veneto

“Io spero che il cambio di direzione ci possa essere la prossima settimana. Se si rispetta l’ordinanza, infatti possiamo considerare la prossima settimana come quella cruciale e i nostri modelli matematici ci dicono che il sacrificio fatto finora è servito. Io spero per domenica prossima di poter dire che stiamo cambiando direzione, anche se con 2 mila persone in ospedale, 355 in terapia intensiva e quasi 400 morti non si può sorridere e per questo bisogna continuare con le restrizioni”.

Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia ieri nel consueto punto stampa. Zaia ha quindi ribadito che “se verranno rispettate le previsioni entro il 15 aprile si arriverà al picco e poi spero per fine maggio inizio giugno tutto finisca e si torni alla normalità”. E il governatore del Veneto ha spiegato “per questo stiamo valutando come rinnovare l’ordinanza che scade il 3 aprile”.

Si va verso il rinnovo delle misure restrittive

Il presidente del Veneto Luca Zaia intende rinnovare l’ordinanza restrittiva per limitare le attività a causa del Coronavirus. «Non so dire in che termini – dice – ma voglio lanciare la sfida per le prossime settimane, che saranno cruciali». Sulle possibili nuove restrizioni il governatore si limita a dire che «sta valutando fino in fondo il tema dei mercati», anche in relazioni ai troppi affollamenti segnalati negli ultimi giorni.

La situazione sanitaria che maggiormente preoccupa in Veneto è quella legata al Veronese. Lo ricorda il governatore Luca Zaia, che ha annunciato nella giornata di ieri che a Verona “si stanno allestendo delle terapie intensive”.

Quello scaligero, dice, “è un focolaio importante, che paga lo scotto dei pazienti arrivati via auto da fuori regione per chiedere cure e che fa i conti con la contiguità territoriale con Brescia”.

Oltre al focolaio di Verona, l’altro fronte coronavirus che preoccupa il presidente del Veneto è quello delle case di riposo.

“Stamane abbiamo fatto una consegna di tamponi e continueremo nei prossimi giorni. Dobbiamo evitare diventi una strage”. “Le mascherine – aggiunge, ricordando di averne anche comprata una partita direttamente su Amazon – sono cominciate ad arrivare veramente da questa settimana. Le invieremo a Usl e case di riposo”.

Il piano regionale di screening

Per contenere la situazione il Veneto intende attuare uno screening nelle case di riposo e una assistenza specifica medico-sanitaria. “Domani vareremo un piano ad hoc – sottolinea – e non escludiamo anche lo spostamento di alcuni pazienti delle case di riposo”.

“Sembra che possiamo essere certi, o quasi certi, che dopo 4-5 giorni di sintomi il test rapido al coronavirus ci dà già la risposta positiva”, dice Zaia, aggiungendo che il Veneto “ha comprato dalla Cina 700 mila test istantanei che arriveranno la prossima settimana”. Zaia ha poi detto che il Veneto “è pronto a somministrare la clorichina a domicilio”.

Il giudizio del presidente sui fondi stanziati

Sui fondi appena annunciati dal Presidente del Consiglio e stanziati dal governo ai Comuni, “non voglio fare polemiche, dico ‘non basta, ma aiuta’ “.

Il governatore del Veneto ha sottolineato che: “Certo, tutti noi vorremmo un vero e proprio Piano Marshall come ha fatto la Germania con 550 mld di finanziamenti alle imprese, ma soprattutto un quadro preciso, ed è quello che chiedono le imprese grandi e piccole che mi dicono ‘stiamo navigando a vista, dateci una direzione precisa’. ma – lo ripeto – oggi è scandalosa l’assenza dell’Europa: dov’è? Il mio invito al governo è di farsi sentire in Europa, di battere i pugni e se necessario spaccare tutto”.

Conclusioni

Dopo il Dpcm 22 marzo 2020 poi rivisto il 25 marzo. Ancora, le pronunce del Consiglio dei ministri ed il discorso del capo dello stato. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Siamo in attesa di capire se e quali saranno le nuove misure in vigore dopo il 3 aprile. Concludiamo come sempre invitandovi a registrarvi alla nostra newsletter sicurezza sul lavoro per rimanere sempre aggiornati!