Rischio radon, troppo spesso sottovalutato

Il rischio

Il radon è spesso è uno di quei fattori di rischio abbastanza bistrattati. Si tratta di un gas nobile che rappresenta uno dei prodotti di decadimento dell’ uranio 238.

Il problema

Trattandosi di un gas ideale, incolore ed inodore risulta abbastanza difficile misurare la concentrazione del gas in questione. Tuttavia però questo gas è naturalmente radioattivo, nel decadimento emette radiazioni ionizzanti e si può accumulare in ambienti chiusi. Questi possono essere luoghi di lavoro o civili abitazioni.

E’ dunque possibile effettuare una misura del radon sfruttando le sue proprietà radioattive ed in particolare si va a stimare la concentrazione di radon dalle sue proprietà nucleari.

La pericolosità del radon

La prima particolarità del radon deriva dal fatto che questo è un gas. In tal caso dunque potrà “passare” nel terreno arrivando fino alle case o alle abitazioni. In particolare in locali interrati, seminterrati o anche al piano terra. Non solo, è possibile avere presenza di radon anche in materiali da costruzione o in acqua.

Raggiungendo concentrazioni pericolose il radon può causare gravi effetti sulla salute. Studi epidemiologici stimano che sia la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta.

Anche lo stesso Istituto Superiore di Sanità è molto attento nel valutare il problema. Altro aspetto è che dopo il radon che è un gas radioattivo, la sua progenie è altrettanto pericolosa ed ha tempi di dimezzamento molto bassi.

Per questo motivo è importante fare attenzione a questo fattore di rischio. Vediamo insieme come è possibile procedere.

La normativa sul radon

Il riferimento normativo attualmente in vigore è il D.Lgs 101/20. Questo ha sostanzialmente inglobato tutte le problematiche legate a problemi di esposizione a radiazioni ionizzanti.

Tra queste dunque anche il radon. La nuova norma introduce molte novità. Tra le più rilevanti vi sono anzitutto la variazione dei livelli di riferimento che vengono ridotti.

Inoltre l’introduzione proprio di “valori di riferimento” che si distinguono rispetto ai “valori limite” con cui siamo abituati a confrontarci.

Il principio di ottimizzazione

Una delle grandi novità introdotte dal nuovo riferimento normativo è proprio questo principio.

Lo spirito ricalca quanto indicato nelle misure generali di sicurezza di cui all’art. 15 del D.Lgs 81/08.

Infatti così come il testo unico sicurezza indica una chiara strategia di gestione del rischio. Cioè quella di annullare o, se non è possibile, ridurre al minimo il fattore di rischio.

Analogamente questo principio vuole che si proceda a ridurre la concentrazione di radon al minimo per quanto tecnicamente possibile. Dunque quand’anche si rilevassero dei valori di concentrazioni prossimi al livello di riferimento ma non superiori a questo.

Stante il principio di ottimizzazione si sarà chiamati a programmare i relativi interventi di bonifica.

La bonifica e misure del radon

Al netto della giovane età della norma in questione e del fatto che sicuramente è suscettibile di miglioramenti.

La norma fornisce indicazioni sulla misurazione della concentrazione di radon. Sappiamo che è possibile effettuare misure con sistemi passivi e attivi.

La norma definisce anche la figura dell’esperto in risanamento radon. Si tratta di una figura tecnica che provvede a relazionare in modo tecnico sulle necessarie misure per ridurre la concentrazione di radon.

Perché siamo differenti

Analizziamo di seguito dunque cosa ci rende differenti e più utili rispetto agli altri

Risolviamo problemi specifici

Le garanzie di cui hai bisogno

Ti supportiamo in tutte le fasi legate alla valutazione del rischio. Ti indichiamo le tecniche di campionamento che più si sposano con la tua situazione.

Svolgiamo misure di concentrazione di radon con sistemi passivi e attivi. Usiamo la tipologia di monitoraggio migliore per le tue esigenze.

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