riapertura cantieri

Riapertura cantieri e dpcm 3 novembre 2020

A partire da marzo 2020 si sono susseguite varie indicazioni sulla riapertura dei cantieri. Il 24 aprile è arrivato anche il nuovo protocollo contenente le misure di sicurezza anti contagio. Facciamo insieme il punto della situazione alla luce dell’ultimo dpcm.

La situazione non è semplice. Infatti non va dimenticato che il cantiere non è un’azienda. Da questa si differenzia perché nessuna delle imprese presenti ha in genere la titolarità dei luoghi. Dato che in esso si avvicendano normalmente diversi operatori economici per conto di un committente.

Per questo motivo ogni cantiere edile si caratterizza per la sua unicità, tante sono le variabili in gioco. Di questo la legge in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ne tiene conto. Avendo infatti regolamentato il settore in modo specifico.

L’evoluzione della situazione per la riapertura dei cantieri

Dopo le prime indicazioni e dopo il dpcm 26 aprile 2020 nel mese di maggio 2020 si è assistita ad una serie di regole nuove applicate nei cantieri. Con il decreto legge e la relativa conversione sul superbonus 110 % l’intento è stato quello di dare nuovo impulso al settore.

Settore che sta attraversando un periodo di difficoltà. Tuttavia al tempo stesso è necessario, sì fare il possibile per agevolare la ripresa di questi settori. Tuttavia bisogna, di contro, anche stare attenti a contrastare il diffondersi del Covid-19 ai fini della riapertura dei cantieri.

Così si sono visti dispositivi di protezione individuali specifici utilizzati in cantiere. Misure per il contenimento della diffusione del virus che impattano le mense e gli spogliatoi. La misura della temperatura corporea all’ingresso in cantiere nel rispetto del trattamento dei dati personali.

Su tutte poi, il rispetto della distanza interpersonale di un metro. Laddove il cantiere imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro occorrerà adottare possibili altre soluzioni organizzative.

La adozione delle misure di sicurezza dovrà essere specificata, senza alcuna ambiguità, nel piano di sicurezza del cantiere. Andiamo però per ordine e vediamo le misure in essere ed i riferimenti normativi per la riapertura dei cantieri.

Il protocollo dello scorso 24 aprile

Sicuramente il testo di riferimento è il protocollo specifico dello scorso aprile 2020. Anche l’art. 4 del dpcm 3 novembre 2020 chiarisce che, in tali ambiti, sia rispettato il protocollo in questione ai fini della riapertura dei cantieri.

Quali sono le indicazioni rilevanti date dal protocollo? Anzitutto il fatto che il datore di lavoro deve informare i propri lavoratori. Nonché chiunque acceda al cantiere riguardo all’obbligo del controllo della temperatura corporea. Se questa è superiore a 37,5 °C non è possibile entrare in cantiere.

Sicuramente poi la necessità di rispettare la distanza di sicurezza e di utilizzare i DPI respiratori per tutte quelle attività per le quali non è possibile rispettare la distanza di un metro.

Occorre poi garantire adeguate misure dal punto di vista dell’igiene. Ad esempio fornire attrezzature ai singoli lavoratori. Oppure, se l’utilizzo dell’attrezzatura è promiscuo, questa deve essere pulita dopo ogni utilizzo.

Come di consueto poi, per garantire la riapertura dei cantieri in sicurezza. Occorre che ogni lavoratore sia informato sul fatto di segnalare tempestivamente il proprio datore di lavoro della presenza di qualsiasi sintomo influenzale.

I fornitori in cantiere

I fornitori esterni devono seguire procedure specifiche tali da ridurre le occasioni di contatto con le altre persone presenti.

Se non indispensabile, gli autisti che accedono in cantiere devono restare a bordo del mezzo. Evitando di accedere a locali chiusi comuni per nessun motivo.

Comunque, se dovesse scendere, ad esempio per le attività di carico e scarico. Dovrà rispettare la distanza interpersonale.

Pulizia e igiene

E’ confermato l’obbligo di prevedere la pulizia quotidiana dei locali comuni quali gli spogliatoi. Andando anche a contingentare l’accesso in tali aree.

Questo vale anche per i mezzi d’opera con le relative cabine di guida. Tutti i lavoratori sono poi tenuti al frequente lavaggio delle mani.

La corretta gestione per la riapertura nei cantieri

Si suggerisce inoltre di organizzare il cantiere facendo in modo che siano diminuiti i contatti, Nonché siano creati gruppi autonomi, distinti e riconoscibili.

Il tutto chiaramente nel rispetto del cronoprogramma delle lavorazioni. Sarà quindi utile rivedere gli orari del cantiere in termini di pause ed ingressi e uscite.

Se ci fosse una persona sintomatica in cantiere con febbre superiore ai 37,5 °C o sintomi di infezione respiratoria. Si dovrà procedere al suo isolamento seguendo le disposizioni delle autorità sanitarie.

Gli obblighi per i professionisti relativi alla riapertura dei cantieri

Sul versante dei professionisti coinvolti a vario titolo nei cantieri il protocollo fa riferimento al ruolo del coordinatore. Questo deve considerare nel Piano Operativo di Sicurezza e Coordinamento la relativa stima dei costi con tutti i dispositivi ritenuti necessari.

Inoltre, nell’integrare tutte le misure di regolamentazione legate al COVID-19. E’ necessaria la piena collaborazione tra medico competente, RLS, direttore di cantiere e coordinatore per l’esecuzione dei lavori.

Questo però vuol dire anche che le imprese dovranno sostenere costi maggiori per rivedere la sicurezza in cantiere. A riguardo sarà dunque necessario rivedere con i committenti questo aspetto non trascurabile.

I costi e gli oneri della sicurezza

Viene però da chiedersi se queste spese debbano ricadere necessariamente sui committenti. Ora, le spese per la sicurezza sono notoriamente distinguibili in costi per l’attuazione del piano di sicurezza e coordinamento. Indicati semplicemente come “costi della sicurezza”.

Nonché spese che l’impresa deve sostenere per l’attuazione delle misure stabilite dalla legge in materia di salute e sicurezza dei lavoratori. Indicate come “oneri della sicurezza”. Questo indipendentemente dal cantiere specifico.

In ambito riapertura cantieri “costi della sicurezza” non sono soggetti a ribasso di gara e sono aggiunti all’importo dei lavori per rendere l’importo complessivo dell’appalto congruo anche in relazione agli obblighi di salute e sicurezza richiesti per il particolare cantiere.

Gli oneri di sicurezza di lavori pubblici, invece, sono indicati da ogni singolo concorrente partecipante alle gare di appalto nella propria offerta.

Questi oneri sono oggetti di valutazione all’interno della verifica di congruità. Ovvero anomalia dell’offerta da parte delle stazioni appaltanti. Devono anche loro risultare comunque congrui.

Ciò che distingue i primi dai secondi è che i “costi della sicurezza”. In quanto afferenti allo specifico cantiere non possono essere ritenuti compresi nelle spese generali dell’appalto. Essi sono variabili tra il 13 – 17 % dei costi della mano d’opera, dei materiali. Nonché dei noli e trasporti necessari ad eseguire le singole lavorazioni di cantiere.

Invece gli “oneri della sicurezza”, essendo svincolati dal particolare cantiere ritenuti compensati nelle spese generali. Queste ultime sono soggette a ribasso di gara e a valutazione da parte delle singole stazioni appaltanti all’interno del procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta.

Il D.Lgs 81/08 non distingue i costi della sicurezza dagli oneri. Operazione invece necessaria ai fini contrattualistici. Ora, lavorare nell’epoca del Covid-19 comporta l’attuazione di ulteriori misure, alcune delle quali possono determinare “costi della sicurezza”. Altre invece “oneri della sicurezza” o comunque a questi assimilabili.

Una possibile soluzione

E’ possibile ipotizzare che l’attuazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione della malattia Covid-19 ai fini della riapertura dei cantieri. Determini spese per la sicurezza attribuibili in parte alla categoria dei “costi della sicurezza”. Altresì in parte alla categoria degli “oneri della sicurezza.

A riguardo si ribadisce che i costi della sicurezza sono quelli conseguenti all’attuazione delle misure stabilite nel PSC. Questi non sono assoggettati a ribasso di gara e sono aggiuntivi all’importo dei lavori.

Mentre gli oneri della sicurezza sono spese che fanno parte dell’offerta dell’impresa. Quelli riferiti alle misure anti diffusione del virus Covid-19 determinano comunque un incremento sensibile delle spese generali.

Normalmente riconosciute all’impresa nella misura del 15%. Pertanto, per tutto il periodo emergenziale sembra ragionevole ritenere che le spese generali debbano essere incrementate. Comunque, entro il valore massimo del 17% stabilito dalla legge vigente in materia di contratti pubblici.