Rischio ATEX

Il rischio ATEX

Il termine rischio ATEX è, negli anni, divenuto sinonimo del rischio da atmosfere potenzialmente esplosive.

Le indicazioni europee

Questo perché con questo nome ci si riferisce, al livello europeo a due direttive che trattano la materia da due punti di vista diversi. La prima, 99/92/CE tratta la sicurezza dei lavoratori quando chiamati ad operare in presenza di atmosfere esplosive.

L’altra direttiva europea cui ci si riferisce con questo termine è poi la 2014/34/UE. Questa, a differenza della prima che fissa l’attenzione sugli operatori, regolamenta le apparecchiature destinate ad essere usate in presenza di miscele potenzialmente esplosive. Dunque si rivolge alle attrezzature di lavoro.

Il rischio ATEX

In questo modo, grazie alle direttive ATEX è necessario adottare tutta una serie di misure di sicurezza per proteggere i lavoratori dal rischio di atmosfere esplosive.

Anche il Titolo XI del D.Lgs 81/08 tratta proprio la protezione contro le esplosioni. L’obiettivo è quello di eliminare il rischio. Se ciò non è possibile bisognerà tentare di ridurlo al minimo.

Dunque il datore di lavoro deve valutare se si possa formare o meno una miscela potenzialmente esplosiva.

Questa potrà essere dovuta alla presenza di gas o polveri che possono essere liberate in aria volontariamente o accidentalmente. Mischiandosi con l’aria, in presenza di altre precise condizioni, ci sarà il rischio di avere una esplosione.

Come procedere

Dunque al fine di garantire la sicurezza sul lavoro nei confronti del rischio ATEX ogni azienda sarà chiamata a portare avanti un lavoro che può essere anche molto complesso.

Anzitutto chiariamo cosa si intende per “atmosfera esplosiva”. Come indicato dalla norma ci riferiamo ad una miscela a condizioni atmosferiche di sostanze infiammabili ed aria. Queste possono trovarsi in varie forme fisiche. La peculiarità di tali miscele è che, dopo l’innesco, la combustione si propaga in tutto l’insieme della miscela non ancora combusta.

Come procedere nella valutazione del rischio ATEX

Devono essere anzitutto individuate tutte le possibili sorgenti di emissione. Queste saranno da cercare sia in condizioni “ordinarie” che “di emergenza”.

Infatti potrebbero verificarsi, ad esempio, delle fuoriuscite di gas in quantità tali da risultare pericolose solo in occasione di interventi manutentivi specifici. Ancora, alcune condizioni di rischio si potrebbero manifestare solo durante precise fasi di lavoro.

Non dimentichiamo che anche in Italia abbiamo avuto degli infortuni gravissimi proprio dovuti all’innesco di atmosfere esplosive.

Il D.Lgs 81/08 indica un approccio che è funzione del livello del rischio ATEX. Il cuore della valutazione deve portare alla classificazione delle aree a rischio.

Dunque lo scopo del lavoro è quello di arrivare ad avere una zona ATEX classificata in funzione del rischio di esplosione. Nello specifico si potranno individuare tre possibili zone.

La zonizzazione

Una zona “zero”, una zona “uno” ed una zona “due”. La zona “zero” è quella a maggior rischio. In tale area infatti si ritiene che saranno presenti in permanenza o per lunghi periodi atmosfere potenzialmente esplosive.

Al contrario, la zona “due” sarà un’area in cui in occasione delle attività standard non c’è una elevata probabilità di formazione di atmosfere potenzialmente esplosive. Comunque, laddove si verifichi tale circostanza, tale evento è unicamente di breve durata.

Chiaramente, una valutazione rischio ATEX completa dovrà indicare con chiarezza l’estensione, non solo spaziale, di queste aree. Come fare?

Cosa possiamo fare per te

Il rispetto delle norme tecniche

Provvediamo a portare avanti questo tipo di valutazione facendo riferimento alle norme tecniche del Comitato Elettrotecnico Italia. In particolare alle norme della serie 60079 parte 10.

Queste offrono indicazioni su come portare avanti il rischio ATEX sia in caso di presenza di gas che di polveri combustibili.

Abbiamo le competenze necessarie ed anni di esperienza nella classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione.

La nostra procedura per il rischio ATEX

Procediamo a valutare il rischio esplosione suddividendolo in più fasi. Una prima fase comune sia agli infiammabili che alle polveri combustibili. Nonché, una seconda fase riferita a gas e vapori infiammabili.

Partiamo col raccogliere dati ed elementi generali di progetto del luogo in esame. Identifichiamo le sostanze infiammabili presenti e le loro caratteristiche significative. Per ciascun ambiente oggetto di analisi individuiamo le sorgenti di emissione e valutiamo se vi sia la possibilità di eliminarle o limitarne il più possibile la significatività.

Ciascuna sorgente di emissione viene analizzata e se ne valutano vari aspetti. Tra questi la portata, la rappresentatività, l’influenza della contemporaneità delle varie emissioni, il tipo e l’efficacia della ventilazione. Questo aiuta a capire se è necessaria una ventilazione artificiale localizzata sulle sorgenti di emissioni.

A questo punto, per ciascun grado delle singole sorgenti di emissione o di quelle rappresentati provvediamo a calcolare la portata di emissione. Procediamo così a definire il tipo o i tipi di zone pericolose, la distanza pericolosa e le estensioni e forme delle zone originate.

Perché siamo differenti

Analizziamo di seguito dunque cosa ci rende differenti e più utili rispetto agli altri

Rispettiamo le norme tecniche

Sembrerà banale ma vi garantiamo che non lo è affatto. A differenza di altre realtà portiamo avanti la valutazione del rischio ATEX nei luoghi di lavoro rispettando quanto previsto dalle norme tecniche.

Solo in questo modo potrete essere certi di avere un documento davvero efficacie e che tuteli tutte le parti coinvolte.

Risolviamo problemi specifici

Questo tipo di valutazione, forse più di altre, richiede competenze e conoscenze tecniche specifiche. Se è vero che il datore di lavoro può affidare l’incarico a “chiunque”.

E’ bene che si rivolga ad una persona competente altrimenti potrebbe incappare nella “culpa in eligendo”: cioè la colpa di aver scelto male.