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Rischio regioni e nuovi colori da ieri in vigore

Da ieri domenica 6 dicembre il colore di rischio per diverse regioni è variato. In particolare Campania, Toscana, Valle D’Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano sono passate da area rossa ad area arancione. Emilia-Romagna, Friuli-Venezia-Giulia, Marche, Puglia e Umbria sono divenute invece zona gialla. Ecco cosa cambia.

L’ Istituto Superiore di Sanità nel suo report fotografa una fase di transizione che rispecchia la tenuta del sistema sanitario al momento. In base al documento di prevenzione e risposta a covid-19 evoluzione della strategia e pianificazione. Nonché dopo le due settimane previste si è dunque provveduto al cambio colore in base alle ordinanze giunte dal ministro della salute.

Il rischio di contagio nelle varie regioni

Per coloro che dall’arancione diventano gialli, la grande novità è che non sono più vietati gli spostamenti al di fuori del proprio comune. Non è più quindi necessaria l’autocertificazione.

Resta invece la chiusura notturna dalla 22 alle 5 del mattino. Circolare durante il coprifuoco o per raggiungere aree rosse o arancioni è consentito solo per comprovate esigenze lavorative. Ovvero situazioni di necessità o motivi di salute.

Tornano aperti i ristoranti, bar e pasticcerie, ma solo dalle ore 5 alle 18. Porte aperte anche per le attività di vendita di prodotti non necessari, come i negozi di abbigliamento o giocattoli.

Ristoranti, pub e altre attività di ristorazione possono però offrire solo il servizio di asporto fino alle 22. Nonché la consegna a domicilio senza limiti di orario.

Nelle giornate festive e prefestive anche laddove il rischio per le regioni è giallo restano chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno di centri commerciali e i mercati. Ciò a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Sui mezzi pubblici resta valido il limite di capienza al 50%, ma in questa categoria non rientrano gli scuolabus e i mezzi di trasporto scolastico.

I cambiamenti per le regioni arancioni

Laddove invece il rischio per le regioni è passato dal rosso all’arancione, invece, resta il divieto di entrare e uscire dal proprio comune di residenza o domicilio. A eccezione di  “comprovate esigenze” di lavoro, salute e urgenza. All’interno del proprio comune si può circolare senza obbligo di autocertificazione.

Permessa la didattica in presenza anche agli studenti di seconda e terza media. Mentre per quanto riguarda lo sport, si può fare attività motoria e sportiva all’interno del proprio comune e all’aperto. Continuano invece a restare chiuse palestre e piscine sia in zona arancione che gialla.

In zona arancione bar, pub e ristoranti. Ma anche gelaterie e pasticcerie restano chiusi, mentre sono aperte mense e catering. È permessa la consegna a domicilio.

Nonché fino alle 22, l’asporto. Tornano ad aprire tutti i negozi e i centri commerciali, che però devono restare chiusi nei giorni festivi e prefestivi.

Le distinzioni tra zone gialle e arancioni non saranno attive, però, nel periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio. Questo in base alla pianificazione nella fase del natale e di fine anno come è stato stabilito dal nuovo DPCM del 3 dicembre.

In questo periodo, indipendentemente dal rischio delle regioni, saranno vietati tutti gli spostamenti tra regioni. Anche per raggiungere le seconde case, sarà permesso solo tornare nel proprio luogo di residenza o domicilio. Il 25 e 26 dicembre e il primo gennaio sarà vietato anche uscire dal proprio comune.

Dal 7 gennaio le scuole superiori e professionali torneranno alle lezioni in presenza, mentre fino a quella data, la didattica resterà a distanza.

Il report Iss: tre regioni a rischio alto

Tre regioni sono “classificate a rischio alto” di trasmissione di Sars-Cov-2: Calabria, Puglia e Sardegna. Quest’ultima a “titolo precauzionale in quanto non valutabile in modo attendibile per completezza” dei dati.

È quanto emerge dal report dell’Istituto superiore di sanità nel monitoraggio settimanale dell’epidemia di coronavirus. La classificazione a rischio alto per tre settimane consecutive o più, si legge, prevede ulteriori misure restrittive da adottare a livello provinciale e regionale.

L’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è pari a 0,91. Si riscontrano valori di Rt puntuale inferiore a 1 in 16 regioni e province autonome, prosegue il documento.

Di queste, 15 hanno un Rt puntuale inferiore a uno anche nel suo intervallo di confidenza maggiore. Indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità.

Tra l’ultima settimana di novembre 2020 e l’inizio di dicembre si osserva una riduzione generale del rischio complessivo. Ciò con la maggior parte delle Regioni e province autonome a rischio moderato e per la prima volta, dopo sette settimane, due a rischio basso, Basilicata e Campania.

Bisogna tenere alta l’attenzione

In particolare, 16 regioni sono classificate a rischio moderato di trasmissione di Sars-Cov-2. Di queste, 5 hanno una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese. Sempreché si mantenga invariata l’attuale trasmissibilità: Emilia Romagna, Marche, Molise, provincia autonoma di Trento, Veneto.

In queste regioni, si suggerisce di valutare attentamente la opportunità di adottare misure. Ciò anche a livello sub-regionale, di mitigazione previste per il proprio livello di rischio.

L’incidenza rimane ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile. Pertanto è necessario raggiungere livelli di trasmissibilità significativamente inferiori a 1 su tutto il territorio nazionale. Bisogna mirare a una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi di infezione. Conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedalieri, evidenzia il documento.

Il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva supera ancora la soglia critica di occupazione a livello nazionale. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 3.816 (del 24 novembre) a 3.663 (del primo dicembre). Mentre il numero di persone ricoverate in aree mediche è passato da 34.577 a 32.811.