sicurezza delle attrezzature

Sicurezza delle attrezzature non marcate CE, come procedere?

Quando si parla di sicurezza delle attrezzature, la legislazione prevede espressamente dei requisiti. Le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto.

Ovvero messe a disposizione dei lavoratori prima della emanazione di norme legislative e regolamentari di recepimento delle Direttive comunitarie di prodotto. Devono essere conformi ai requisiti generali di sicurezza richiamati nell’allegato V del d.lgs. 81/08.

Di quali famiglie di attrezzature stiamo parlando?

A questo gruppo di attrezzature appartengono ad esempio:

  • macchine, apparecchi, utensile o impianti di processo messi a disposizione dei lavoratori antecedentemente il 21/09/1996;
  • macchine ordinarie da ufficio messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente il 31/12/1996;
  • apparecchi a pressione messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente il 30/05/2002;
  • trabattelli e scale, in quanto costruite in assenza di disposizioni legislative di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto.

Queste attrezzature di lavoro non recano marcatura CE, sono prive di dichiarazione di conformità CE. Inoltre, in molti casi, risultano carenti di supporti informativi per l’uso e la manutenzione. Il datore di lavoro, in questo caso, per garantire la sicurezza delle attrezzature, deve corredarla di apposite istruzioni d’uso e libretto di manutenzione.

Garantire una attenzione costante

Tra gli obblighi del datore di lavoro vi è anche quello di provvedere alla scelta delle attrezzature. Infatti il testo unico richiede che macchine e attrezzature debbano essere adeguate al lavoro da svolgere.

Queste infatti possono essere non adeguate ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni o, addirittura, non adeguate al lavoro specifico. Ai fini della salute e sicurezza sul lavoro inoltre, bisogna prevedere inoltre il rispetto di quanto previsto nell’ allegato VII al testo unico.

Potremo parafrasare questi concetti con la frase: “ogni ambiente di lavoro ed ogni tipo di lavoro rende necessarie le specifiche macchine ed attrezzature”.

Il tema della sicurezza delle attrezzature di lavoro è molto vasto. Non è sicuramente possibile pensare di esaurirlo con un articolo. Focalizziamoci però in questa sede sulle attrezzature “vecchie”. Quelle cioè costruite o messe in commercio in assenza di direttive.

Come procedere per garantire la sicurezza delle attrezzature

È importante rilevare quello che prevede la norma. La legge vuole che chiunque venda, noleggi. Ovvero conceda in uso o locazione finanziaria macchine, apparecchi o utensili. I quali siano stati costruiti o messi in servizio non marcati CE debba seguire un iter bene preciso.

Deve infatti attestare, sotto la propria responsabilità, che le stesse siano conformi ai requisiti di sicurezza di cui all’allegato V del D.Lgs. 81/08. Ciò al momento della consegna a chi acquisti, riceva in uso, noleggio o locazione finanziaria.

Quanto sopra non vale nel caso in cui dette attrezzature abbiano subito, nel corso del loro utilizzo, modifiche “sostanziali”. Intese queste come modifiche delle modalità d’utilizzo. Nonché delle prestazioni previste dal fabbricante originale.

In questo caso. Per garantire la sicurezza delle attrezzature queste devono essere assoggettate dal datore di lavoro a nuova messa in servizio. Ossia a una nuova procedura di valutazione di conformità prevista dalle direttive comunitarie di prodotto pertinenti.

Relativamente alla sicurezza delle attrezzature, per le macchine questa procedura di valutazione di conformità è declinata dall’art. 3 del d.lgs. 17/2010 e s.m.i..

Particolare trattazione meritano i trattori agricoli che risultano omologati seguendo la direttiva 2003/37/CE e il regolamento UE 167/2013 e non recano la marcatura CE. Queste attrezzature di lavoro. Se omologate ai sensi della direttiva 2003/37/CE. Dal 1 gennaio 2010 al 1 gennaio 2018.

Devono rispondere anche alla direttiva macchine (2006/42/CE). Recheranno marcatura CE. Un maggiore approfondimento richiedono i trattori su cingoli.

Sicurezza delle attrezzature e testo unico

La legislazione prevede espressamente delle regole. Cioè che le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto.

Ovvero messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente alla emanazione di norme legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto. Siano conformi ai requisiti generali di sicurezza richiamati nell’allegato V al D.Lgs 81/08.

Questo allegato riporta i requisiti di sicurezza che le attrezzature devono possedere qualora esista per l’attrezzatura un rischio corrispondente.

In quest’ottica l’allegato riporta tutta una serie di misure tecniche che riguardano genericamente le attrezzature di lavoro, prevedendo requisiti di sicurezza per i rischi correlati a:

  • sistemi e dispositivi di comando,
  • rottura, proiezione e caduta di oggetti durante il funzionamento di un’attrezzatura,
  • emissioni di gas, vapori, liquidi, polvere, ecc.,
  • elementi mobili e stabilità,
  • illuminazione, temperature estreme e vibrazioni,
  • incendio ed esplosione,
  • manutenzione, riparazione, regolazione ecc.,

L’allegato V relativo alla sicurezza delle attrezzature

L’allegato V specifica, inoltre, ulteriori requisiti di sicurezza da considerare nel caso di attrezzature caratterizzate da particolari rischi come:

  • le attrezzature a pressione,
  • le attrezzature di lavoro mobili, semoventi o no,
  • attrezzature di lavoro adibite al sollevamento, al trasporto o all’immagazzinamento di carichi,
  • le attrezzature di lavoro adibite al sollevamento di persone e di persone e cose,
  • le macchine per il sollevamento o lo spostamento di persone,
  • determinate attrezzature di lavoro (mole abrasive macchine utensili per metalli, macchine utensili per legno e materiali affini, ecc).

Una volta classificato il prodotto come attrezzatura di lavoro. Il datore dovrà quindi valutare i requisiti di sicurezza posseduti dallo stesso in base all’allegato V. Dovrà riportare detta analisi in maniera formale.

Ad esempio inserendola nel documento di valutazione dei rischi previsto dall’articolo 17, comma 1, lettera a) del d.lgs. 81/08 e s.m.i.

Quest’obbligo, con relativa attestazione formale, ricade anche su chiunque venda. Ovvero noleggi o conceda in uso o locazione finanziaria macchine, apparecchi o utensili costruiti o messi in servizio non marcati CE. Egli dovrà attestare che le stesse siano conformi, al momento della consegna a chi acquisti, riceva in uso, noleggio o locazione finanziaria.