test sierologici

Test sierologici: alcune considerazioni dalla Regione Veneto

Qual’è la differenza tra il tampone ed i test sierologici? Si possono prevedere analisi di questo tipo in ambito aziendale? Proviamo a fare chiarezza.

Cosa sono tampone e test sierologici?

La rapida diffusione dell’epidemia di COVID-19 ha richiesto di avere a disposizione test rapidi per diagnosticare l’infezione da nuovo Coronavirus.
All’inizio era disponibile solo il tampone faringeo, successivamente sono arrivati test sierologici per la ricerca degli anticorpi diretti contro il Sars-Cov2.
Il tampone faringeo o naso-faringeo, serve per diagnosticare la presenza del virus nell’organismo e quindi l’infezione in corso.
Il test sierologico, invece, è stato messo a punto per capire se una persona è già entrata in contatto con il virus.

Come si fa un tampone faringeo o naso-faringeo per Sars-Cov-2?

Il tampone è un esame rapido (eseguito in pochi secondi) e indolore che si effettua inserendo un bastoncino con una sorta di cotton fioc alla fine:

  • Nella bocca (tampone faringeo).
  • Nel naso (tampone naso-faringeo) del bambino.

Il test è semplice. Tuttavia non può essere fatto da chiunque. Deve essere eseguito da personale addestrato e protetto da mascherina. Nonché guanti, occhiali e camice monouso.

Ciò perché viene fatto, nella maggior parte dei casi, a bambini o adulti che hanno sintomi. Il tampone viene strofinato leggermente sulla mucosa:

  • Del faringe posteriore, infilando il tampone in bocca fino ad arrivare nei pressi delle tonsille per il tampone faringeo;
  • Del naso, infilando il tampone in una narice e procedendo fino a raggiungere la parete posteriore del rinofaringe (parte superiore del faringe).

Sia il tampone faringeo che quello naso-faringeo si mandano ad un laboratorio specializzato. Il laboratorio conferma se il virus è presente nel faringe per mezzo di test molecolari (Real Time Polymerase Chain Reaction, RT-PCR).

Cosa sono i test sierologici pe Sars-Cov-2?

I test sierologici per il nuovo coronavirus si effettuano sul sangue che si raccoglie con un normale prelievo.

Per alcuni test rapidi già disponibili in commercio. Ma questo solo per le Autorità Sanitarie, il singolo cittadino non potrà acquistarli in farmacia. E’ sufficiente una goccia di sangue ottenuta dal polpastrello di un dito della mano.

Si segnala che molti test sierologici per il nuovo Coronavirus sono ancora in fase di sperimentazione e validazione. Si stanno accelerando le ricerche per renderli disponibili al più presto per la comunità scientifica.

Il test dimostra la presenza nel siero (fase liquida del sangue) del paziente di alcuni anticorpi che si formano dopo che una persona ha subito il contagio.

Se la persona ha sviluppato gli anticorpi significa che il sistema immunitario è già entrato in contatto con il virus, anche se non possiamo sapere quando.

Per quel che sappiamo al momento. Sulla base degli studi di cui disponiamo. Sembra che per veder comparire gli anticorpi debbano passare come minimo otto giorni dopo l’inizio dei sintomi. Dunque se si svolge il test sierologico prima di questo periodo potrebbe risultare negativo.

È importante sottolineare che i test sierologici non sostituiscono il test (molecolare) fatto sul tampone. Questo dimostra la presenza o meno di materiale genetico virale. Esso dà quindi la conferma dell’infezione in corso.

I test sierologici servono per capire se la persona è entrata in contatto con il virus e ha sviluppato le difese immunitarie in grado di proteggerla in caso di nuovo contatto.

Al momento non è possibile sapere quanto duri questa immunità protettiva, se per tutta la vita, per anni o per mesi.

Le indicazioni della Regione Veneto

La Regione Veneto ha aggiornato il documento “Nuovo coronavirus (SARS-CoV-2). Indicazioni operative per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari.” Elaborato, come per le altre versioni, dall’Area Sanità e Sociale – Direzione Prevenzione, Sicurezza alimentare, Veterinaria.

Questa nuova versione (n. 10 del 11 aprile 2020) contiene alcuni aggiornamenti rispetto alla precedente versione:

  • Aggiornati i riferimenti normativi.
  • Integrato il paragrafo “Formazione” (pag. 6), con ulteriori precisazioni sulla validità della formazione a distanza.
  • Integrato il paragrafo “Indicazioni operative” (pag. 11), con ulteriori precisazioni sull’uso dei dispositivi di protezione individuale per il personale sanitario e sull’effettuazione di test diagnostici.

Quest’ultima modifica è la più importante e prevede alcune indicazioni per il Medico Competente che analizziamo di seguito.

Si precisa, infine, che allo stato attuale non è richiesto, al Medico Competente, alcun controllo sanitario aggiuntivo dei lavoratori legato all’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2.

Come comportaresi?

In previsione di una graduale ripresa delle attività produttive. Si potrebbe prevedere una attività di screening con test sierologici al fine di individuare soggetti positivi asintomatici. Ovvero infettati, immunizzati o suscettibili. Ciò in particolare per i cosiddetti lavoratori fragili.

Ciò esclusivamente nell’ambito di indagini sperimentali. Ovvero progetti pilota finalizzati alla caratterizzazione della indagine epidemiologica della circolazione virale nella popolazione lavorativa. Nonché all’acquisizione di informazioni sulla validità dei diversi test diagnostici disponibili.

A tal proposito, si precisa che, secondo le indicazioni del Ministero della Salute – lettera circolare n. 11715 del 3 aprile 2020. Sebbene l’impiego di kit commerciali di diagnosi rapida virologica sia auspicabile e rappresenti un’esigenza in situazioni di emergenza.

Gli approcci diagnostici al momento tecnicamente più vantaggiosi e attendibili rimangono quelli basati sul rilevamento di RNA virale in secrezioni respiratorie. Cioè il tampone nasofaringeo. I quali sono da eseguire presso i laboratori di riferimento regionali. Nonché i laboratori aggiuntivi individuati dalle Regioni.

I test sierologici basati sull’identificazione di anticorpi IgM e IgG specifici necessitano di ulteriori evidenze sulle proprie performance e utilità operativa.

Non possono. Allo stato attuale dell’evoluzione tecnologica. Sostituire il test molecolare basato sulla identificazione di RNA virale dai tamponi naso-faringei. Ciò secondo i protocolli indicati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.

Si può pensare a test sierologici su larga scala?

Ad oggi l’uso su larga scala di test sierologici a fini diagnostici individuali risulta improprio e prematuro.

Ciò essendo possibile solo a seguito di validazione da parte delle strutture tecnico – scientifiche nazionali o nell’ambito delle indagini preliminari di carattere sperimentale sopra citate.

In tali casi, l’effettuazione di test sierologici dovrà rispettare le seguenti condizioni:

  • Acquisizione del consenso informato del lavoratore.
  • Idoneità del personale del servizio sanitario coinvolto, sia in termini di qualificazione e capacità tecniche, sia di misure di prevenzione e protezione.
  • Rispetto degli standard per l’effettuazione dei test, in ogni sua fase (dalla predisposizione dei locali al conferimento al laboratorio autorizzato).
  • Rispetto dei flussi informativi regionali e degli obblighi di notifica alle strutture sanitarie competenti.
  • Attenta valutazione della comunicazione degli esiti ad ogni partecipante.