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classificazione scarpe antinfortunistiche

Classificazione scarpe antinfortunistiche, come scegliere?

Agosto 4, 2020/in Sicurezza/da Sicurya

Vediamo insieme la classificazione delle scarpe antinfortunistiche. Si fa presto oggi infatti a dire “scarpe antinfortunistiche” però le caratteristiche di sicurezza sono tante e non sempre è facile districarsi.

In origine le scarpe antinfortunistiche venivano adottate solo da chi era a rischio elevato di infortunio. Ad esempio muratori, elettricisti o operai addetti a cantieri stradali. Oggi invece le normative di legge hanno esteso l’adozione di tali calzature anche a molte altre categorie, tanto che persino chi lavora in bar e ristoranti è tenuto a indossare delle scarpe che proteggano il piede da eventuali incidenti.

A cosa servono le calzature antinfortunistiche

Se pensiamo alla classificazione delle scarpe antinfortunistiche ci sono tante tipologie. Questo per adattarsi al meglio alle diverse mansioni svolte dai lavoratori e, non solo tutelano da gravi infortuni, ma qualche volta possono trasformarsi in veri e propri salvavita.

Se pensiamo, ad esempio, a cosa potrebbe accadere nel caso di una scarica elettrica. Ebbene il lavoratore che indossi le opportune calzature isolanti non correrebbe alcun rischio.

Allo stesso modo non andrebbe incontro a fratture o gravi lesioni chi calzi scarpe che proteggano adeguatamente il piede da cadute di oggetti pesanti.

Gli esempi sarebbero tanti ma già questo breve excursus ci permette di capire che le caratteristiche che devono presentare le calzature antinfortunistiche sono davvero molteplici. Ecco perché l’Unione Europea ha stabilito delle norme ben precise per ogni tipo di calzatura, in base alle mansioni svolte dal lavoratore.

Normativa “CE” e classificazione delle scarpe antinfortunistiche

Le scarpe antifortunistiche che sono previste dalla nostra legislatura devono rispettare le norme europee varate nel 2012, che sono state recepite anche dal nostro Parlamento.

Tali norme sono quattro e sono denominate EN ISO 20344, 20345, 20346 e 20347. Ognuna di esse prende in esame un determinato tipo di calzature e le caratteristiche minime che devono possedere:

  1. ISO 20344: questa categoria stabilisce i metodi con i quali testare le calzature per verificare il loro grado di protezione.
  2. ISO 20345: scarpe di sicurezza. Devono avere un puntale rigido capace di resistere senza rompersi alla caduta di un peso di circa 20 chilogrammi (200 Newton) da 1 metro di altezza (200 Joule di energia trasmessa).
  3. ISO 20346: scarpe di protezione. Il puntale deve resistere senza rompersi alla caduta di un peso di circa 20 chilogrammi (200 Newton) da mezzo metro di altezza (100 Joule di energia trasmessa).
  4. ISO 20347: scarpe da lavoro. Non hanno il puntale.

Dunque la classificazione delle scarpe antinfortunistiche varierà in funzione di queste norme. Inoltre, in aggiunta alle caratteristiche minime possono poi essere aggiunte protezioni supplementari per aumentare il loro grado di efficacia. Ognuna di esse viene indicata con una particolare lettera dell’alfabeto o con una sigla.

Andiamo quindi ad illustrare per i vari tipi di scarpe quale protezione è fornita, partendo dalla distinzione dei materiali con i quali sono realizzate.

Materiale: scarpe di tipo I e tipo II

Le norme UE, che prevedono per le scarpe antinfortunistiche l’indicazione con la lettera S seguita da un numero, hanno individuato innanzitutto due tipi di scarpe:

  • Tipo I: realizzate in cuoio o altri materiali;
  • Tipo II: fabbricate in gomma o in prodotti polimerici (per intenderci le diverse tipologie di plastiche) e dunque impermeabili e pensate per chi debba agire in ambienti con presenza di acqua, fango o liquidi.

Classificazione delle scarpe antinfortunistiche: requisiti opzionali

Per quel che riguarda invece le caratteristiche addizionali che le diverse scarpe antifortunistiche possono avere, le normative europee prevedono questi codici:

– P – per suola anti perforazione
– E – per suola in grado di assorbire energia nella zona del tallone
– M – con tomaia che prevede protezione specifica del metatarso
– A – scarpa antistatica che disperde l’accumulo di cariche elettrostatiche
– C – conduttiva per assicurare l’isolamento da scariche elettriche
– WR – con tomaia resistente all’acqua
– WRU – con tomaia resistente alla penetrazione e all’assorbimento dell’acqua
– CI – che assicura l’isolamento dal freddo
– HI – che assicura l’isolamento dal calore
– HRO – con suola resistente alle alte temperature (fino a 300° per un minuto)
– AN – con rinforzo per la protezione del malleolo
– CR – con protezione interna per resistere al taglio
– FO – resistenza agli idrocarburi
– SRA – antiscivolo su superfici ceramiche e su detergenti
– SRB – antiscivolo su superfici in acciaio e su glicerina
– SRC – assomma le caratteristiche dei tipi SRA e SRB.

La classificazione delle scarpe antinfortunistiche: SB, S1, S2, S3, S4, S5

Scarpe di tipo I: SB

Le calzature di Tipo I prevedono la scarpa antinfortunistica “base” che è identificata con il codice SB e che presenta un puntale rinforzato in acciaio per proteggere le dita dei piedi dalla caduta di oggetti pesanti, mentre la sua suola è resistente agli oli. Si tratta insomma di una scarpa piuttosto leggera e antiscivolo il cui look è praticamente simile a una sneaker.

Scarpe di tipo I: S1

Le calzature identificate con il codice S1 presentano anch’esse la protezione in punta, ma la loro suola tutela maggiormente il lavoratore in quanto non solo è antiscivolo per quel che riguarda gli oli, ma anche per gli idrocarburi. Inoltre l’area del tallone è strutturata come shock absorber per evitare di trasmettere gli urti che, con l’andar del tempo, potrebbero portare a dei problemi per quel che riguarda la corretta deambulazione.
Se poi alla dicitura S1 si trova accanto la lettera P, ciò sta a indicare che all’interno si trova una particolare soletta antiperforazione.

Scarpe di tipo I: S2

Le scarpe identificate con il codice S2 aggiungono anche l’idrorepellenza all’acqua, ciò non significa però che possano essere considerate totalmente impermeabili perché l’acqua può penetrare tra la suola e la tomaia, si tratta insomma di calzature che assicurano il piede asciutto in caso si lavori all’esterno.

Scarpe di tipo I: S3

La categoria S3 prevede che, oltre alle caratteristiche appena elencate, figuri anche la soletta antiperforazione per lavorare in sicurezza su terreni accidentati e nei cantieri.

Scarpe di tipo II: S4 & S5

Le calzature in gomma e in materiali polimerici, cioè quelle totalmente impermeabili che possono sopportare l’immersione in acqua e che sono classificate come Tipo II, portano invece i codici S4 ed S5. Le prime sono fornite di puntale rinforzato, suola antiscivolo e antistatica e protezione del tallone, le seconde (S5) aggiungono a tali caratteristiche anche la lamina antiperforazione.

Conclusioni

Da queste brevi note speriamo sia chiaro che la classificazione delle scarpe antinfortunistiche è un aspetto importante. Ogni datore di lavoro quindi, prima di procedere all’acquisto. Farebbe bene a valutare con attenzione i requisiti di sicurezza necessari.

Consapevoli del fatto che il datore di lavoro spesso non ha il tempo per approfondire queste tematiche abbiamo messo a disposizione un servizio che ti assiste passo passo nella valutazione e nella scelta dei dispositivi di protezione individuale. Contattaci per maggiori informazioni!

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