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denuncia di infortunio

Denuncia di infortunio: le sanzioni per i datori di lavoro

Settembre 14, 2020/in Sicurezza/da Sicurya

Gli infortuni che comportano prognosi “elevate” che conseguenze possono avere? Cosa rischia il datore di lavoro quando uno dei suoi dipendenti si infortuna sul lavoro? Cerchiamo di capire la situazione.

In caso di infortunio sul lavoro di un proprio dipendente, il datore di lavoro deve darne tempestiva denuncia all’Inail, indicando il codice fiscale del datore di lavoro.

In caso di mancata o inesatta indicazione del codice fiscale questo rischia una sanzione amministrativa, così come pure in caso di denuncia mancata o tardiva dell’infortunio.

Tuttavia, anche nel caso in cui il datore di lavoro rispetti tutte le regole riguardanti la comunicazione dell’infortunio non è al riparo dalle sanzioni penali e civili. Bisogna capire, infatti, se l’evento è dipeso dal mancato rispetto della normativa sulla sicurezza del lavoro. Ossia se poteva essere evitato in caso di maggior accortezza dell’impresa.

Partiamo dunque dall’inizio e vediamo cos’è un infortunio sul lavoro.

Infortunio sul lavoro: cos’è?

L’infortunio sul lavoro è l’evento traumatico avvenuto per causa violenta, sul posto di lavoro o in occasione del lavoro. Il quale comporta l’impossibilità di svolgere l’attività lavorativa per più di tre giorni.

Da esso deriva una lesione personale o malattia del corpo. Questa comporta l’astensione dal lavoro per un periodo di tempo definito. È necessario un collegamento di causa effetto tra l’infortunio e lo svolgimento delle prestazioni lavorative. Ciò affinché si possa parlare di infortunio sul lavoro.

La legge prevede una specifica assicurazione obbligatoria presso l’Inail per indennizzare i lavoratori che subiscono uno di questi eventi nei luoghi di lavoro. Tale assicurazione copre anche gli infortuni che si verificano nel tragitto che il lavoratore compie per recarsi sul posto di lavoro o per tornare a casa (il c.d. infortunio in itinere). Questa assicurazione interviene anche in caso di malattia professionale.

Ci sono dei casi in cui l’infortunio sul lavoro richiede l’intervento della Procura Generale. Nel dettaglio, questo avviene d’ufficio quando l’infortunio provoca:

  • la morte del lavoratore;
  • una lesione personale con prognosi superiore ai 40 giorni.

La Procura interviene anche per gli infortuni con prognosi non superiore ai 40 giorni, ma solo se il dipendente presenta querela.

In quest’ultimo caso, se la prognosi supera almeno i 30 giorni, ci potrebbe anche essere l’intervento della Procura su iniziativa dell’INAIL. Ovvero a causa dell’inchiesta amministrativa della Direzione provinciale del lavoro, il cui verbale è previsto sia inviato al Pubblico Ministero.

Denuncia all’autorità di pubblica sicurezza

Prima dell’entrata in vigore del DLgs 151/2015, per gli infortuni con prognosi entro tre giorni, escluso quello dell’evento, il datore di lavoro doveva inviare una copia della denuncia/comunicazione di infortunio anche all’Autorità locale di Pubblica Sicurezza.

Con il D.Lgs 151/2015 dal 22 marzo 2016 è modificato l’obbligo del datore di lavoro a comunicare gli infortuni sul lavoro. L’obbligo di comunicazione all’autorità locale di pubblica sicurezza deve avvenire esclusivamente in caso di infortunio mortale. Ovvero che abbia causato una prognosi superiore a 30 giorni.

Dunque quando avvengono infortuni mortali o con prognosi superiore a 30 giorni il datore deve denunciarne l’accaduto all’autorità locale di pubblica sicurezza del comune in cui l’evento si è verificato.

Per i datori soggetti all’assicurazione INAIL l’obbligo si intende assolto con la semplice denuncia d’infortunio. Chi non è assicurato INAIL dovrà invece darne notizia all’autorità entro 2 giorni. Da tenere presente che nel calcolo di questi due giorni si conta anche il sabato.

Lesioni gravi e gravissime e responsabilità amministrativa dell’ente

Con D.Lgs 231/2001 è stata introdotta una forma di responsabilità “amministrativa” che colpisce direttamente enti e società. In caso di commissione di reati da parte di dipendenti e collaboratori. Ovvero dai propri amministratori e manager.

Nel 2007 è stato introdotto, tra i reati previsti dal D.Lgs 231/2001, anche il reato di omicidio colposo. Nonché lesioni colpose gravi o gravissime. Commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro.

Le sanzioni previste per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato si distinguono in: sanzioni pecuniarie e sanzioni interdittive. Ad esempio sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze e concessioni. Ovvero divieto contrarre con la P.A.. Fino alla confisca e la pubblicazione della sentenza.

Sanzioni penali e civili a carico del datore di lavoro

Un infortunio sul lavoro può portare a sanzioni penali, civili o amministrative ai danni del datore di lavoro.

Poiché l’infortunio comporta sempre almeno una lesione personale ai danni del lavoratore, tale fattispecie viene sanzionata dalla legge penale in quanto consegue ad una condotta costitutiva di reato.

La condotta illecita del datore di lavoro consiste nella violazione di norme antinfortunistiche, che impongono l’adozione di una serie di misure di sicurezza per l’incolumità e la salute del lavoratore con conseguente lesione dell’integrità fisica.

L’infortunio può dar luogo anche a sanzioni di tipo civile. È previsto, infatti, il risarcimento del danno patrimoniale, costituito dal pregiudizio economico (come le spese sostenute per le cure, le perizie, gli eventuali mancati guadagni ecc.) nonché il risarcimento del danno non patrimoniale, come il danno biologico costituito dalla lesione all’integrità psico fisica o il danno alla vita di relazione.

Le sanzioni amministrative

C’è inoltre il rischio di sanzioni amministrative. Legate ad esempio alla tardiva denuncia/comunicazione di infortunio.

Premesso che, ancor prima di gestirli, gli infortuni sarebbe meglio evitarli. Proviamo dunque di seguito a riassumere quello che ogni datore di lavoro deve fare per una corretta gestione degli infortuni in azienda.

Infortunio sul lavoro: cosa deve fare il datore

In capo al datore di lavoro rimangono diversi obblighi ed adempimenti da fare in caso di infortunio sul lavoro, vediamo quali sono.

Soccorso

Il datore deve provvedere affinché in caso di infortunio il dipendente venga trasportato alla struttura sanitaria o all’ambulatorio INAIL più vicino. Le spese di trasporto sono ad esclusivo carico dell’azienda.

Denuncia e/o comunicazione

Il secondo e principale adempimento è il fatto che ogni infortunio deve essere denunciato in via telematica all’INAIL. Sul punto, la disciplina differisce a seconda della durata della prognosi.

E’ bene infatti ricordare che per gli infortuni verificatisi ai danni dei lavoratori dipendenti o assimilati, considerati non guaribili entro tre giorni, il datore di lavoro ha l’obbligo di inoltrare la denuncia/comunicazione di infortunio all’Inail.

Denuncia d’infortunio sul lavoro

Per gli infortuni con prognosi superiore a 3 giorni (escluso quello dell’evento) il datore deve produrre una denuncia telematica all’INAIL (cosiddetta “denuncia d’infortunio”).

La stessa va inviata entro 2 giorni da quando ne ha notizia ovvero entro 24 ore in caso di morte o pericolo di morte. La denuncia dovrà contenere i riferimenti al certificato medico, già inviato dalla struttura sanitaria abilitata. La sede INAIL destinataria della denuncia è quella nel cui ambito territoriale il lavoratore ha stabilito il proprio domicilio.

Questo tipo di denuncia è necessaria ai fini assicurativi, dal momento che la copertura economica INAIL interviene erogando un’indennità per i giorni di assenza del lavoratore, a partire dal 4° giorno di infortunio escluso quello dell’evento.

Quando si ritarda l’invio della denuncia dell’infortunio superiore ai tre giorni si va incontro ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.096,00 a 4.932,00 euro.

Comunicazione d’infortunio

Se l’infortunio comporta l’assenza del lavoratore per almeno un giorno (escluso quello dell’evento) e fino a 3.

In questo caso deve essere trasmessa la comunicazione d’infortunio all’INAIL. Questa comunicazione va fatta a fini statistici e informativi.

Infatti l’INAIL non eroga alcuna prestazione economica per il giorno dell’evento e i tre successivi in caso di inabilità temporanea assoluta al lavoro. La comunicazione d’infortunio on line deve avvenire entro 48 ore dalla ricezione del certificato. In caso di ritardo si rischia una sanzione che va da 548,00 a 1.972,80 euro.

Qualora la prognosi superi i 3 giorni escluso quello dell’evento, il datore dovrà inoltrare la denuncia di infortunio ordinaria; questa a fatta a fini assicurativi (arricchita con i dati retributivi) necessaria affinché l’INAIL eroghi l’indennità a suo carico.

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