muletto

Muletto ed infortuni. Quali regole per la sicurezza?

Ancora oggi, troppo spesso si verificano infortuni, anche mortali, con il muletto. Cerchiamo di capire a cosa fare attenzione pe evitare gravi infortuni.

Muletto, un grande alleato

Usato in tantissime aziende rappresenta una di quelle attrezzature di cui spesso non si può fare a meno. E’ versatile e facile da usare. Ormai da decessi i carrelli elevatori rappresenta davvero un compagno insostituibile in tante aziende sia di produzione che della logistica.

Elettrici, diesel o a GPL. Poco importa. Si tratta di mezzi in grado di operare in quasi tutte le situazioni.

Sempre più affidabili, robusti e maneggevoli. Questo anche grazie al continuo progresso tecnologico ed evoluzione.

Le aziende produttrici infatti sono sempre alla costante ricerca di migliorie per garantire il maggior numero di vantaggi e, di conseguenza, vendere il più possibile.

Il problema

Non di rado però capita ancora oggi che si verifichino infortuni più o meno gravi che vedono coinvolti dei muletti. Perché succede tutto questo? I motivi sono i più diversi.

Dalla scarsa manutenzione alla disattenzione dell’operatore. Passando per altri fattori di tipo tecnico o gestionale.

Ad ogni modo una cosa è certa: gli infortuni che avvengono con il muletto sono troppi!

Le casistiche

Tipicamente gli infortuni con il muletto possono riguardate il conducente o altri lavoratori che si trovano ad operare nelle vicinanze.

Tra i casi, per così dire, “classici” possiamo avere varie situazioni. Anzitutto il ribaltamento del mezzo ed il conseguente schiacciamento dell’operatore. Questo dovuto anche al fatto che non era presente, soprattutto in muletti usati e datati alcun sistema di ritenuta del conducente. Oppure, più semplicemente, perché, sebbene presente, questo non veniva usato al momento dell’incidente.

Ancora, schiacciamento di lavoratori a terra oppure schiacciamento del conducente magari anche dovuto al carico mal fissato. Tante altre volte invece si utilizzano adattatori non a norma o in malo modo che portano poi a gravi conseguenze.

Un altro rischio, spesso poco considerato, quando si usano queste attrezzature è quello legato all’investimento e/o schiacciamento dell’operatore a terra. Quanto piuttosto il fatto che, muovendosi spesso in spazi stretti, si rischia col muletto di salire sui piedi di qualcuno. Anche solo “pizzicandoli”.

Questo aspetto che potrebbe sembrare banale a prima vista spesso genera infortuni anche gravi. Infatti non dobbiamo dimenticare che il muletto ha una massa importante e quindi quando si verifica la situazione appena descritta i danni lo sono altrettanto. Non c’è scarpa antinfortunistica che tenga.

Già, perché un’altra convinzione che spesso capita di sentire, è una cosa del tipo: “ma tanto io indosso i DPI!”. Bene sfatiamo un mito: indossare i DPI non rende invulnerabili! Non si acquisiscono superpoteri né, tantomeno, diventiamo parenti di Superman.

Bisogna quindi stare davvero molto attenti quando si utilizzano queste macchine. Tante volte infatti, di solito, chi le guida le usa per tante ore al giorno. Dunque, col tempo, il livello di attenzione tende a calare.

Finiscono quasi per essere viste come “la vettura personale”. Niente di più sbagliato! Anzi, quello è proprio il momento in cui il rischio aumenta.

Come evitare infortuni col muletto

Per cercare di ridurre gli infortuni è possibile agire su tre direttrici. Cioè adottare misure tecniche, misure gestionali e misure formative.

Partendo da quest’ultimo punto anzitutto infatti bisogna garantire che le persone che usano i muletti siano adeguatamente formate. Per fortuna oggi è obbligatorio seguire uno specifico corso di formazione e questo va sicuramente bene.

Chiaramente però bisogna fare in modo che il corso sia effettivamente utile. Cioè non dovrebbe essere vissuto come un “obbligo” o una “formalità” da parte dell’azienda né, tanto meno, del lavoratore.

Venendo alle misure gestionali è almeno fondamentale sottolineare che, quanto detto durante il corso di formazione, corrisponda poi alla realtà quando si lavora in azienda. Infatti provate a chiedervi cosa potrebbe accadere se, freschi di “patente” e dopo aver capito l’importanza che ha il fare attenzione a certe cose.

Ci troviamo quotidianamente immersi in una realtà in cui tutte quelle “attenzioni”, su cui fino a ieri abbiamo discusso e toccato con mano, vengono sistematicamente trascurate.

Questo chiaramente in nome del “dio denaro”. Perché in fondo quello che conta è il fatturato. Di conseguenza, bisogna fare tutto nel minor tempo possibile.

Per cui, ben venga non usare la cintura di sicurezza sul muletto, andare veloci e quant’altro. Tanto più che questi comportamenti, benché formalmente vietati, operativamente magari non lo sono affatto. O quantomeno, sono tollerati, rischiando così implicitamente di apparire quasi come incentivati in azienda.

Il progresso tecnico

Infine, per quanto riguarda le misure tecniche, anche qui si potrebbe aprire un capitolo. Tralasciando DPI, manutenzione, ambienti di lavoro e quant’altro. Oggi, nel 2020, esistono soluzioni che, grazie al progresso tecnologico, aiutano i lavoratori a tenere a bada i rischi legati all’uso di questi mezzi.

Da segnalazioni luminose per avvertire pedoni e carrelli in condizioni di scarsa visibilità a segnalazioni visive e acustiche al conducente. Passando per soluzioni di zoning con attivazione tramite sensori RFID a diverse decine di metri che consentono di tenere monitorati gli accessi a un’area, oppure, ad esempio, le velocità dei muletti.

Insomma, possiamo quasi dire che c’è l’imbarazzo della scelta. Noi per ora ci fermiamo qui e ti invitiamo a scaricare una piccola lista di controllo della Regione Toscana cliccando sul pulsante di seguito per ulteriori approfondimenti.