spazio confinato

Spazio confinato, quali istruzioni operative?

I lavori svolti in uno spazio confinato o comunque in un ambiente sospetto di inquinamento sono certamente tra i più pericolosi. A livello nazionale il D.Lgs 81/08 prima, con gli artt. 66 e 121 allegato IV punto 3. Nonché il DPR 177/2011 poi, forniscono indicazioni ma non certo “istruzioni operative”. Facciamo allora il punto della situazione.

Prima ancora di considerare l’iter procedurale corretto in materia di spazi confinati. E’ utile chiarire quanto sia importante, ai fini della prevenzione, la fase che precede tutte le altre.

Questa attualmente non conosce uno sviluppo coordinato e parallelo alle esigenze della sicurezza. Si tratta della “progettazione” di un ambiente di lavoro.

Se nello studio di chi progetta fossero contemplate a fondo le norme in materia di sicurezza non avremmo ambienti lavorativi così a rischio. Ovvero, almeno, non ne avremmo in numero così diffuso.

Detto questo, in presenza di uno spazio confinato la scelta migliore, ove possibile, è sempre quella di evitare l’accesso. Di cercare soluzioni alternative all’ingresso del lavoratore con l’aiuto della tecnologia disponibile.

Se gli strumenti più avanzati non permettono ciò, allora dovranno essere adottate tutte le misure necessarie alla sicurezza dei lavoratori. Questo secondo un iter procedurale che prenda le mosse dalla corretta valutazione dei rischi. Preveda l’impiego di attrezzature idonee, con la progettazione delle attività ordinarie ed emergenziali, poste in essere da chi dispone dei requisiti richiesti.

Il tutto alla luce della normativa di riferimento sviluppata in conformità alle linee guida e a “best practices” presenti a livello nazionale ed europeo.

La procedura da seguire in spazio confinato

Prima di vedere le fasi salienti dell’iter procedurale applicabile agli spazi confinati, è importante ricordare e tener presente una cosa. Ogni spazio confinato ha diversi connotati e presenta o potrebbe presentare diversi pericoli nello specifico.

Ciò impedisce la definizione di una procedura operativa univoca, cioè valida in generale. Lo standard operativo frutto di un inquadramento generale dei pericoli può estendersi solo ad ambienti simili per dimensioni, tipologia di accesso, ecc. Tuttavia, anche in questi casi, qualora necessario, vanno evidenziate prescrizioni del singolo caso se il “singolo caso” manifesta potenzialità diverse.

Dunque la procedura va integrata di volta in volta raccogliendo più informazioni possibili sul luogo in questione. Volendo mettere in piedi uno schema mentale legato all’iter da seguire potremmo procedere come descritto di seguito.

Attività conoscitive

Si parte dalla verifica di tutti i documenti relativi all’ambiente sospetto di inquinamento o confinato. Ad esempio i manuali d’uso, le istruzioni macchine, gli schemi, le specifiche tecniche, le planimetrie ecc.

Si effettuano poi sopralluoghi conoscitivi con conseguente raffronto tra i documenti in possesso e lo stato reale del sito. In tale sede si valuta anche la possibilità di alternative all’accesso. Ad esempio sistemi di video ispezione, attrezzature o robot manovrati a distanza e così via.

Valutazione dei rischi in spazio confinato

Si procede quindi con l’attività di valutazione dei rischi. Inutile dire che tale attività ha un ruolo fondamentale nella sicurezza. Infatti a valle di tale attività e dei rischi associabili alla specifica situazione si redigono e/o aggiornano le procedure di lavoro e di emergenza. Ancora, le istruzioni operative, il DVR, il PSC ecc.

In questa fase si andranno a valutazre tutti i rischi che possono essere presenti

Organizzazione del team di lavoro

A questo punto è necessario individuare le figure chiave dell’attività che andrà fatta negli ambienti confinati. Ad esempio il responsabile degli interventi. La definizione dei lavoratori che entreranno nello spazio confinato e quelli che monitoreranno all’esterno. Gli addetti alla squadra emergenza con relativa idoneità professionale.

Insomma, è bene effettuare. A cura dei datori di lavoro committenti. Una riunione tra le maestranze per il settaggio di procedure e sistemi di recupero così da fare il punto anche con la squadra di emergenza.

Apprestamento

A questo punto è necessario procedere con un apprestamento ad hoc dell’area di lavoro. Quindi con la protezione dell’area realizzando la chiusura e il blocco di serrande, valvole, saracinesche. Queste infatti possono immettere sostanze pericolose o fluidi pericolosi per la vita umana.

A riguardo si farà riferimento a procedure di lock-out/tag-out. Analogamente si procederà per gli impianti elettrici.

Ancora, sarà necessario fare una verifica di scale e punti di ancoraggio fissi o mobili. Valutare il livello di informazioni e segnaletica generiche e specifiche. Valutare il flusso d’aria nei locali ecc.

Apertura del passo d’uomo

Fatto ciò occorre valutare le tecniche di apertura in sicurezza del passo d’uomo. In particolare si valutano le caratteristiche geometriche dei passi d’uomo. Su questo può essere utile fare riferimento alle linee guida relative all’accesso in spazio confinato.

Monitoraggio ambientale

Anzitutto, sempre prima di svolgere lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinato, sarà necessario verificare la presenza di ossigeno o sostanze pericolose nonché infiammabili o esplodibili.

Questa attività può essere portata avanti con strumenti a lettura diretta, dedicati e/o multigas. Chiaramente però bisognerà considerare i tempi di ritardo nella rilevazione dell’ atmosfera mediante questi strumenti dovuti magari anche alla geometria o comunque alle caratteristiche dello spazio confinato.

Permesso di lavoro

A questo punto non si può non fare riferimento al permesso di lavoro ed alla relativa norma UNI 10449. In tale circostanza bisognerà valutare ed indicare anche le scelte fatte in termini di equipaggiamento e DPI.

In questa sede ci limitiamo a dire che il permesso di lavoro è un documento fondamentale. Esso permette di verificare che tutti gli elementi del sistema sicurezza siano stati posti in atto prima che il lavoratore entri nello spazio confinato.

Nello specifico, in caso di appalto, il permesso di lavoro è il documento con cui committente ed appaltatore si scambiano le informazioni relative al lavoro da eseguire. Il primo indica i rischi specifici dell’ambiente e tutti gli interventi preliminari all’esecuzione del lavoro. Il secondo, invece, prende visione dei provvedimenti integrandoli con le disposizioni per il proprio personale. Il tutto sulla base della propria valutazione del rischio, indicando i dispositivi da utilizzare.

Ventilazione e bonifica ambientale

Si procederà quindi con tecniche di aspirazione, immissione o inertizzazione. Sarà necessario inoltre valutare la portata e le caratteristiche del sistema in relazione alla geometria dello spazio confinato. Solo quando si avrà la certezza in merito alle condizioni di sicurezza si procederà con la fase successiva.

Accesso e istruzioni operative

Bene, in questa fase si procederà con l’esecuzione del lavoro e con lo svolgimento delle attività programmate. Durante tali attività dovranno essere sempre attive e disponibili le squadre di emergenza per eventuali evacuazioni o recuperi.

Questo significa che dovranno essere presenti sistemi di recupero per accessi verticali, orizzontali o obliqui. APVR, attrezzature e DPI. Insomma tutto l’occorrente che è stato previsto nei passaggi precedenti.

Uscita e chiusura

Alla fine delle attività si procederà con la messa in sicurezza dello spazio confinato andando a realizzare un’ultima verifica e controllo dei vari fattori in gioco. Cioè uomo – ambiente – equipaggiamenti. Si procederà quindi con la chiusura del permesso di lavoro.

Fase preliminare all’ingresso

In questa sede andiamo a dettagliare meglio la fase preliminare all’ingresso in spazio confinato. Possiamo dire che in questa fase saranno comprese tutte le attività che dal punto di vista “pratico” devono essere compiute per consentire l’accesso. Quindi l’apprestamento dello spazio confinato, l’apertura del passo d’uomo. Il monitoraggio ambientale, il permesso di lavoro ed, infine, la bonifica/ventilazione.

L’accesso è preceduto da un briefing iniziale per la revisione di elementi fondamentali della valutazione dei rischi. Si ripetono quindi i concetti di sicurezza sulle manovre che ogni componente dovrà svolgere prima, durante e dopo l’ingresso nello spazio confinato.

In questa fase è opportuno effettuare:

  • Il trasferimento di tutte le informazioni utili alle maestranze. Affinché queste ultime siano a conoscenza delle caratteristiche, dei rischi e delle criticità. Nonché delle procedure di lavoro e di emergenza relative allo spazio confinato in questione.
  • L’implementazione di istruzioni operative di sicurezza.
  • La verifica di adeguatezza delle attrezzature previste per le lavorazioni. E’ infatti fondamentale evitare di usare attrezzi non idonei o non progettati per alcuni tipi di attività. Ad esempio, ATEX.
  • La verifica operativa e il collaudo di efficienza di tutte le attrezzature e DPI che dovranno essere utilizzati nelle fasi operative e di emergenza. In particolare la verifica degli apprestamenti di sicurezza. Degli spazi di manovra per le attività ordinarie e di quelli dedicati alla manovra di emergenza eventuale.
  • Ancora, la verifica della stabilizzazione del sistema di recupero con particolare controllo degli spinotti di blocco antintrusione a personale non autorizzato.

E questi sono solo i principali aspetti da valutare in questa fase.

Considerazioni

Per quanto detto si capisce bene quindi che creare una procedura significa indicare una modalità operativa cui gli addetti devono attenersi durante il lavoro. In questo modo è possibile riprodurre le stesse sequenze a prescindere dalle persone che le svolgono.

Una procedura ben fatta deve coinvolgere tutti coloro che conoscono dettagliatamente l’ambiente in questione. Nonché i soggetti esperti e competenti in materia. Va redatta senza cadere nell’errore di cercare una categoria di appartenenza di tale area rimandando a standard già formulati.

Cioè, ogni spazio confinato dovrebbe essere oggetto di una specifica procedura di lavoro. Ogni procedura dovrebbe sempre “prevedere l’imprevedibile”. Questo a sottolineare quanto sia importante che la procedura venga elaborata in funzione dei rischi potenziali.

All’interno di uno spazio confinato o sospetto di inquinamento, quali pozzi fogne cunicoli camini ecc. Tutti devono attenersi a quanto pianificato eseguendo le operazioni in sequenza secondo l’ordine spazio – temporale definito. Iniziative personali potrebbero comportare gravi conseguenze.